VARESE Quando piove riprendono le infiltrazioni, l’impianto elettrico di tanto in tanto va in corto circuito lasciando in panne la struttura, e tanto per completare il quadro, settimana scorsa nel bagno è crollato un pezzo di controsoffitto. Insomma, quello che proprio non dovrebbe accadere nella sede ideale per un dipartimento universitario. Eppure è questo il ritratto poco confortante delle aule Seppilli e dell’edificio dedicato al DSBSC, cioè scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche.
Incredibilmente è proprio l’edificio nuovo e ben curato che ospita il dipartimento, il padiglione Bassani, a celare qualche problema strutturale di troppo per le aule dell’ateneo varesino.
La preoccupazione fondamentale che segnalano gli utenti dell’edificio, frequentato quotidianamente almeno da una trentina di persone tra studenti, ricercatori, tecnici di laboratorio e professori, è quella delle infiltrazioni d’acqua nell’impianto elettrico che si ripresentano periodicamente, per l’esattezza ogni volta che piove, e qualche volta finiscono per mandare in corto circuito il sistema lasciando tutti al buio.
I tecnici sono sempre intervenuti e in tempi brevi, come hanno confermato gli stessi studenti, non fosse che ogni volta si limitavano a tamponare il guasto senza intervenire sul problema strutturale che ricompariva nella successiva giornata di pioggia.
Così, visto che in primavera il meteo è poco clemente, all’ennesimo blackout di qualche mese fa la questione è stata risolta estraendo i cavi dai muri: se all’interno si bagnavano di continuo, facendoli passare all’esterno proteggendoli con un rivestimento di plastica è stato risolto il tutto. Irrisolti invece restano i problemi di infiltrazione all’ultimo piano dove i segni del passaggio dell’acqua sono evidenti sui muri interni delle aule.
Le cose però non vanno granché bene nemmeno alle aule Seppilli. Settimana scorsa c’è stato il crollo di un controsoffitto nel bagno del vecchio edificio, anche in questo caso provocato dalle abbondanti infiltrazioni. Il “buco” è rimasto lì dov’era senza che nessuno sia ancora intervenuto per rimettere a posto le cose, hanno fatto notare gli studenti. A chiarire cosa sia stato fatto e perché, punto per punto, è intervenuta Roberta Nuzzo dell’ufficio tecnico dell’università. «C’è stato un crollo nelle aule Seppilli, si è trattato di un pezzo di pannello 60 x 60 del controsoffitto in cartongesso. La causa è stata un’infiltrazione, ma d’altra parte quell’edificio è piuttosto vecchio e gli anni si fanno sentire».E’ una struttura che risale agli anni ’30, inizialmente pensata come teatro e poi riconvertita con una serie di lavori effettuati dalla Provincia negli anni ’70 per inserirci delle aule. «Ora abbiamo messo in sicurezza il controsoffitto togliendo i pezzi che rischiavano di cadere, a breve rimetteremo a
posto il tutto», conferma. Per quanto riguarda invece il dipartimento di scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche, il problema più serio legato alle infiltrazioni è stata la rottura di un boiler dell’acqua calda sempre settimana scorsa: ha fatto fuoriuscire tutta l’acqua che è colata al piano inferiore. «L’unico problema è stato questo ed è stato risolto, per il resto è vero che negli anni passati si erano evidenziati problemi di piccole infiltrazioni nei locali superiori, ma per quello basterà procedere con una tinteggiatura». Per risolvere il problema delle infiltrazioni nell’impianto elettrico invece è stata scelta una strada particolare, cioè quella descritta dagli studenti di estrarre i cavi e tenerli all’esterno protetti da un involucro plastico, che al contrario di quanto si possa pensare è una soluzione a norma e certificata. «I cavi erano stati installati con la costruzione dell’edificio soltanto 12 anni fa ma si verificavano dei corti circuiti, così per tenerli sotto controllo abbiamo deciso di portarli fuori dal muro».Francesca Manfredi
s.bartolini
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