«Sul turismo a Varese non molliamo ma l’agenzia costava mezzo milione»

L’intervista a Gunnar Vincenzi, presidente della Provincia di Varese: «Basta con i contributi a pioggia»

Gunnar Vincenzi, presidente della Provincia di Varese, sta per scoccare il suo quarto mese alla guida di Villa Recalcati.

La considero, finora, un’esperienza molto positiva. Ci stiamo interfacciando con le varie amministrazioni comunali, come da programma, ed abbiamo portato avanti le iniziative più urgenti: penso al nuovo statuto dell’ente ed al servizio idrico integrato. Le difficoltà riguardano invece la situazione economica, in parte per i tagli, in parte per il bilancio che entro breve dovremo affrontare.

L’idea di cambiamento era molto valida: trasformare queste istituzioni in enti più vicini alle amministrazioni del territorio, con rappresentanti eletti non più dai cittadini ma dai sindaci e dagli altri amministratori. Nell’ottica della riforma, le Province sarebbero state comunque prossime alla gente, grazie al mantenimento di funzioni fondamentali come viabilità, edilizia scolastica, territorio e urbanistica e ambiente. Il progetto, tuttavia, è venuto a cozzare con le risorse che non verranno erogate: questo aspetto rischia di svilire lo spirito della legge Delrio.

Sulle deleghe attendiamo con ansia la decisione del Consiglio regionale, che andrà a specificare quello che per ora è un semplice atto di indirizzo della Giunta. Ma la risposta più importante rimane quella sulle risorse: se non mi vengono dati i soldi per la loro gestione, le funzioni delegate verranno necessariamente rimandate al mittente. La Provincia non ha entrate proprie: il nostro bilancio dipende da Stato e Regione.

Mancheranno gli undici milioni di euro che Regione Lombardia erogava sul bollo auto e sarà necessario fare i conti anche con i tagli previsti dalla legge di Stabilità. Ogni capitolo di spesa andrà analizzato con attenzione: in questo momento navighiamo a vista e stiamo facendo gli straordinari per garantire i servizi ai cittadini. Il Pirellone, però, deve assumersi le sue responsabilità e dirci con chiarezza cosa dobbiamo fare e con che mezzi economici.

Abbiamo rinunciato alla figura del direttore generale, con un risparmio di quasi 200 mila euro l’anno. Ora c’è una semplice collaboratrice che tiene i rapporti con le amministrazioni ed è a libro paga per soli 20 mila euro. Inoltre vorrei sottolineare la prossima partenza della Sua, Stazione unica appaltante, che permetterà di gestire gli appalti in forma delegata ed aggregata tra Comuni, quindi con maggiore convenienza.

È mia opinione personale che nel passato la Provincia abbia elargito contributi a pioggia a tante associazioni, non solo culturali, senza valutare l’effettiva finalità dei beneficiari. Ora non è più possibile continuare: per farlo dovrei rinunciare a pagare gli stipendi dei nostri dipendenti. Mi sono comunque più volte raffrontato con gli organizzatori del Premio ed ho dato piena disponibilità ad intervenire sul territorio per cercare di mantenerlo in vita. È una realtà importantissima per la provincia di Varese, come altre che fino ad ora sono sopravvissute grazie anche al nostro contributo: penso allo stesso Centro Geofisico Prealpino.

La mia amministrazione ha fatto subito presente di voler impostare diversamente la questione: non più delegare il turismo ad un’agenzia esterna, ma riportarlo all’interno di Villa Recalcati, utilizzando nostri dipendenti e competenze. Il risparmio sarà notevole: il solo funzionamento dell’Agenzia costava 525 mila euro l’anno, soldi che ora non saremo più costretti a trasferire. Verrà riattivato, inoltre, uno stretto rapporto con la Camera di Commercio di Varese e con tutto il resto della filiera del settore. Il canottaggio e la promozione di questo splendido territorio rimarranno centrali.
Su Expo non faccio promesse da marinaio: in base alle risorse valuteremo i singoli progetti, gli appoggi e le interlocuzioni.

Ci stiamo pensando, si tratta di un edificio restaurato da poco e non verrà abbandonato: le idee per una sua nuova destinazione sono tante.

È previsto per legge che tutte le province riducano le spese di personale relativamente al 50%: i dipendenti saranno dunque la metà e non è una nostra scelta. Entro il 31 marzo dovremo definire chi è in sovrannumero in base alle decisioni della Regione. Sono tuttavia fiero di come siamo riusciti ad intavolare le trattative con i lavoratori, grazie agli ottimi rapporti con il sindacato. Ed è molto importante ricordare che nessuno perderà il posto: questo è un punto assoluto di partenza.

Sul lago mi sono impegnato personalmente e le prime due riunioni dell’Osservatorio sono state molto partecipate, con grande soddisfazione mia e di tutti gli altri soggetti coinvolti. La prima novità è stata la volontà di inserire nell’organo anche Asl, l’associazione dei pescatori e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste del territorio. Come sostenevo in campagna elettorale, poi, per risanare il bacino vanno esclusi gli interventi tampone: ci vuole un progetto serio, lungo e compiuto passo dopo passo, redatto dal Comitato scientifico e che coinvolga università e specialisti anche a livello internazionale. Il problema principale sono gli scarichi fognari: tutti i comuni serviti dallo scolmatore del lago dovranno avere la suddivisione fra acque nere ed acque chiare. Solo allora si ragionerà su come risanare la situazione biologica.

Il nostro contributo di un milione è a bilancio e presumo che per le altre amministrazioni sia lo stesso, mentre i privati saranno decisivi per la costruzione del teatro e per gli altri nuovi immobili. Importantissimo, ci tengo a dirlo, è il concorso a livello internazionale che deve stare alla base del progetto: bisogna aprirsi a nuovi orizzonti, a idee giovani e nuove – anche provenienti dall’esterno – per fare qualcosa di veramente interessante e sensato per la città di Varese.

Come tutti sanno non partecipo direttamente agli incontri delle forze politiche del territorio. Penso però che la collaborazione che si è instaurata stia funzionando molto bene e che ci sia piena sintonia nella realizzazione del programma: ritengo dunque che anche in altre istituzioni possa essere portata avanti. Ma non spetta a me decidere.