Il cellulare ti dà una mano Anche in pronto soccorso

Tilt in ospedale, allo studio una app che vigila sui tempi di attesa, ma le novità riguarderanno anche la routine dei medici di base

– Una app per monitorare i tempi di attesa del pronto soccorso, in modo che tutti i cittadini, da casa, possano avere un’idea di quanto dovranno aspettare e, se non gravi, rivolgersi alla guardia medica o ai servizi di continuità assistenziale. La app sarebbe gestita dall’Asl e coinvolgerebbe tutti gli ospedali del territorio, così che il cittadino possa andare nella struttura più “scarica”. Questa è una delle idee su cui ragioneranno nei prossimi mesi l’azienda ospedaliera e l’Asl di Varese. «Sono in corso valutazioni per capirne la fattibilità» precisa la direttrice .

Il meccanismo potrebbe snellire l’affluenza, anche a fronte del fatto che la maggior parte dei pazienti arrivano all’ospedale volontariamente, per loro scelta, e non con l’ambulanza. Ovviamente la app non è una soluzione strutturale. Non aiuterebbe l’ospedale a risolvere criticità, come quelle che si sono presentate in queste ultime settimane, quando il pronto soccorso ha dovuto fare i conti con il picco dell’influenza.
La pressione sul pronto soccorso nel mese di gennaio è stata elevata. Gli accessi sono stati 5645 rispetto ai 5275 del gennaio 2014. I ricoveri sono stati 1023 rispetto ai 934 del 2014 (89 in più). «I codici rossi sono aumentati del 7,69 per cento – dice , direttore dell’azienda ospedaliera – I gialli del 21,24 per cento, mentre i codici bianchi sono diminuiti del 31 per cento». Lo scorso anno sono stati fatti investimenti (per 130 mila euro). Nel periodo tra maggio e dicembre 2013, le persone che avevano aspettato un posto letto per più di un giorno erano state 1246; lo scorso anno, nello stesso periodo, il numero si era ridotto a 621. Ma questo gennaio – con 208 persone che hanno atteso un letto per più di 24 ore – segna un ritorno al passato.

Alcune strade per alleggerire il pronto soccorso di Varese sono già state prese. La prima è un aumento della continuità assistenziale, con un ambulatorio a libero accesso aperto nei giorni festivi e prefestivi in via Dunant, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18. E dallo scorso anno è stato istituito dallo scorso anno l’ambulatorio per i codici minori all’ospedale, aperto al Circolo dalle 8 alle 20. Dal 18 gennaio sono stati aggiunti al Circolo otto letti per i sub-acuti, ovvero per i pazienti dimessi dopo un intervento chirurgico che hanno bisogno di cure infermieristiche.
Ma aumentare i posti letto serve fino a un certo punto: «Per Varese la sfida all’efficienza è ancora più intensa per via delle persone che arrivano anche da fuori . Bisogna ridurre i giorni di ricovero pre-intervento» dice Bravi.
La scommessa è fare sistema con i medici di famiglia. Un obiettivo a cui sta lavorando l’Asl è quello di sviluppare anche a Varese il «Creg», che è un percorso di cura pianificato e condiviso tra il paziente e il medico di base. In sintesi, il medico monitora il paziente nel suo percorso di cura, verificando che si sottoponga ad esami e accertamenti, evitando così che si scompensi e si acutizzi.