Volley, i desideri di mister Yamamay «Triplete fantastico, ora la Champions»

BUSTO ARSIZIO Verbo al passato, al presente e al futuro. O quasi futuro. Spazio a Francesco Pinto, mister Yamamay.

Quanto è stato fatto è sotto gli occhi di tutti, guardiamo subito al domani?
Non sono pronto mentalmente ad affrontare la parola domani. Aspettiamo di chiudere l’oggi, poi ci incontreremo con Massimo Aldera, Michele Forte e gli altri. Questo campionato, compresso, ci ha portato a un patto. Per la prima volta, l’intero progetto era volto al compimento del percorso sportivo, a vincere: abbiamo scelto di badare a quello.

La non fretta, nello sport contemporaneo, suona sempre particolare.
Il tempo d’attesa è inteso come giorni, una decina al massimo. Possiamo ritenerci una piazza privilegiata, non completamente legata alla parte economica, bensì alla capacità di valorizzare un’idea nata nel 2006. Pensando a cose terrene: un certo fascino nei confronti delle giocatrici è acquisito.

Mettiamola così: cosa le trasmette la parola Champions?
Proprio quello: fascino. Fatta bene un grande fascino, fatta male molto meno: per questo bisogna aspettare gli incontri.

A fine gennaio, dopo la Coppa Italia e la conseguente qualifica Champions, disse: «Non saremo comparse».
Non andremo a prendere pallate, anche perché conosciamo la qualità complessiva della Yamamay. Solo che, a oggi, non esistono i termini su cui fare riferimento.

Il desiderio di Francesco Pinto?
Ne ho di lungo periodo, ma tra quello che si potrebbe fare e quello che si può c’è distanza. Abbiamo compiuto una scalata eccezionale, adesso è il momento di pensare come andare avanti: lo sport richiede orizzonti temporali ampi.

Il contratto di denominazione dell’arena termina nel 2014.
Esattamente. E, anticipo io, la sponsorizzazione con la Futura Volley è scaduta. Tra pochi giorni ne parleremo in maniera serena: ora, lo ribadisco, godiamo delle vittorie in tutta la provincia, e anche oltre.

Quest’ultima, forse, è la conquista più d’impatto sul lungo periodo.
Arriva dall’innovazione e non dal semplice investimento di risorse, magari anche oltre le capacità reali. Siamo stati costanti, crescendo negli anni di poco come spese ed esplodendo nei risultati. Abbiamo dettato una nuova linea, mostrando che è possibile fare sport valorizzando i talenti, tecnici
e gestionali, e le strutture. La nostra avventura certifica la possibilità di radicarci sul territorio, creando un vivaio e interesse non superficiale: le ventimila richieste di biglietti per gara5 ne sono la sublimazione.

Disegno espandibile o esportabile?
È espandibile, speriamo possa essere esportabile. La pallavolo ha un potenziale altissimo non sfruttato: magari diventassimo l’esempio da imitare e superare. Siamo la coesione tra un marchio sportivo, una guida tecnica stabile, la capacità di essere presenti in modo propositivo come azienda: è la strada antitetica ai grandi squadroni che si contendono il vertice europeo. Abbiamo vinto la Cev contro il Galatasaray Istanbul, dove il budget è il quadruplo del nostro.

La sua testa è all’anno prossimo, alle maglie della Futura ancora rosso Yamamay?
Io con la mente sono già partito, ma non posso parlare in pubblico di quello che vorrei fare: non prima che sia tutto condiviso.

In chiusura, la dedica.
Personalmente, dedico il triplete a Giacomo Fanfani, un grande amico di mio figlio mancato a 17 anni in un incidente. Vorrei fosse un modo per la mia famiglia di ricordarlo, con tutto l’affetto che provavamo per lui.

Samuele Giardina

s.affolti

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