– Le cittadinanze onorarie diventeranno molto più restrittive. E per approvarle occorrerà una maggioranza molto più ampia, che arrivi ai due terzi del consiglio comunale.
In poche parole, il centrodestra non potrà più conferire onorificenze senza un accordo con l’opposizione.
Sta per approdare, in commissione Affari Generali, il testo del nuovo regolamento per il conferimento delle cittadinanze onorarie a Varese. Un regolamento che va a colmare di fatto un vuoto che finora c’era nella nostra città, perché mancavano norme certe che regolassero il conferimento, appunto, di questo riconoscimento.
A mobilitare il Comune è stato il vicecapogruppo del Pd , che l’anno scorso aveva presentato una mozione con la quale chiedeva la stesura di questo regolamento.
Gli uffici si sono quindi attivati in questi mesi e oggi la bozza del testo è pronta per essere discussa e votata in commissione Affari Generali, prima di arrivare al voto del consiglio.
«Quello che chiedevo era di mettere un po’ di ordine nel conferimento dell’onorificenza, perché finora non esisteva di fatto alcuna regolamentazione – spiega Conte – Invece adesso riusciremo a porre dei paletti. Innanzitutto, le personalità che possono essere insignite della cittadinanza onoraria devono avere un legame con Varese».
«Poi devono essere ancora in vita e, infine, la cittadinanza onoraria stessa può essere revocata, anche in questo caso, solo se la persona è ancora in vita».
Le personalità dovranno quindi, come avviene in tutte le città, essersi rese meritevoli nei campi quali arte, cultura, scienza e sport. Le “candidature” potranno essere avanzate dalla giunta, oppure da una parte consistente di consiglieri comunali (nella bozza si ipotizza sempre circa un terzo). Oppure potranno essere proposte dei cittadini, attraverso una sottoscrizione con circa tremila firme.
Si tratta solo della bozza, per il momento, quindi alcuni dettagli da qui al voto potrebbero essere cambiati.
Ma la parte più interessante riguarda la modalità di approvazione. La cittadinanza potrà essere conferita solo attraverso il voto del consiglio comunale. E non basterà, come avviene oggi, la maggioranza assoluta del 50% più uno dei voti. Il quorum dovrà essere di almeno due terzi dei consiglieri comunali.
Quindi, su 32 esponenti che siedono in consiglio, ai quali va aggiunto il sindaco, occorreranno almeno 22 voti.
Oggi la maggioranza che sostiene la giunta, dopo i due rimpasti, è di 19 esponenti contro i 14 dell’opposizione. Quella uscita dalle urne nel 2011 era di solo un voto in più: 20 contro 13.
Quindi, il nuovo regolamento non consentirà alla maggioranza di conferire il riconoscimento senza un accordo con almeno due esponenti di opposizione.
Un regolamento voluto dal Pd proprio per scongiurare proposte fatte e, ovviamente, a suo tempo fortemente contestate.
Innanzitutto il caso della proposta di conferire la cittadinanza a , che era stata avanzata dal consigliere comunale di Fi, e bocciata nel gennaio 2014.
Mentre lo stesso Conte aveva proposta di revocare la cittadinanza onoraria, data durante il Ventennio, a.
Proposta bocciata, per cui Mussolini rimane cittadino onorario. Anche con il nuovo regolamento.













