Varese, inferno disoccupati La Cisl chiede più sinergia

VARESE Dati sempre più allarmanti e una convinzione. «Da questa crisi, o si esce insieme o non si esce»: non è uno slogan, ma una convinzione, quella della Cisl di Varese che ieri mattina, di concerto con tutte le categorie del territorio, è tornata puntuale sul tema del lavoro. Della continua erosione del reddito dei lavoratori e dei pensionati. Della progressiva riduzione dello stato sociale.

«Occorre più sinergia in questa provincia, un rapporto continuativo e globale. Istituzioni e parti sociali devono lavorare insieme sul tema della prospettiva», rimarca Carmela Tascone, segretario generale della Cisl. Dal sindacato di via Luini, iniziative per lo sviluppo e l’occupazione, contro il caro vita e i tagli progressivi al welfare. Proposte girate ai parlamentari  e consiglieri regionali del Pd della provincia.  La fotografia è allarmante.
«Siamo la provincia lombarda con il più alto tasso di disoccupazione (7,7 per cento). Oltre il 9 per cento di donne disoccupate e 22.000 giovani dai 15 ai 29 anni che non studiano né lavorano», ricorda il segretario. Quasi 5.000 lavoratori messi in mobilità, 220 procedure concorsuali aperte nel 2011 e un decremento delle imprese attive. I settori più colpiti il manifatturiero, il commercio e le costruzioni. Ma non c’è da star bene in generale.

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m.lualdi

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