Giovanissimi che escono nel weekend con uno stesso obiettivo: ubriacarsi. A bere si comincia presto. Undici, dodici anni e già i ragazzini hanno una bottiglia in mano da “scolare”. Molte le cause. Emulazione, voglia di sentirsi grandi.
I pre adolescenti non fanno che seguire l’esempio, confortati da pubblicità e film dove l’alcol viene rappresentato come un innocuo passatempo (in molti casi associato al successo sociale) da happy hour aperti a tutte le ore e da bevande alcoliche che nascondo, nel colore e nella loro veste trendy, un elevato tasso alcolico.
Sia machi che femmine
E perciò tutto è permesso. E così l’occasione si fa abitudine. In America la chiamano Binge drinking, bere fino a ubriacarsi, in un’unica serata, ed è l’ultima pericolosa moda dei giovani: bere cioè una grande quantità d’alcol nel minore tempo possibile fino a stordirsi.
Questa “ultima frontiera” ha raggiunto, ormai, da un paio di anni anche i giovanissimi varesini. Gli effetti di questo fenomeno sono noti: si va dal coma etilico alla perdita del controllo delle proprie azioni e si diventa pericolosi per se stessi e per gli altri. Per non parlare degli effetti negativi sulla salute che rischiano di essere permanenti. E molto, spesso, i ragazzini finiscono per terminare la propria serata del fine settimana al Pronto Soccorso dell’ospedale Del Ponte.
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