BUSTO ARSIZIO Tutti in prima linea per gli anziani. Che confermano: consigli per evitare raggiri (come il vademecum antitruffa diffuso dalla polizia locale) sono preziosi.
«E’ sempre bene – spiega Giorgio Osnaghi, 84 anni – E’ sempre bene ricordare come comportarsi. Soprattutto per noi anziani che, malauguratamente, siamo la categoria più colpita». Tutto vero, purtroppo, la criminalità non ha cuore: «Una volta – dice Alda Verrocchia, 75 anni – Bastava una stretta di mano. La parola era la parola data e ti ammazzavi per mantenerla. Soprattutto c’era il rispetto per le istituzioni: il Comune, la legge, il sindaco, il parroco e persino il farmacista. Chi oggi bussa alle nostre porte approfitta proprio di questo modo di pensare, di questo rispetto rivestito di fiducia: loro ci conoscono, noi non conosciamo loro e ci fidiamo». A Busto, a poveri anziani hanno rubato denaro finti esattori delle tasse, finti rappresentanti di Enel e Telecom, finti postini in cerca di banconote fasulle usate per pagare le pensioni, finti carabinieri e poliziotti ugualmente arrivati per verificare la presenza di denaro falso, finti amici dei figli che ti avvicinano fuori dalla banca, millantano una telefonata inesistente e ti raggirano costringendoti a prelevare denaro per saldare il debito inesistente di un familiare.
«Tutto vero – spiega Emilio Scicoloni, presidente della sezione Auser di Busto – Noi anziani siamo i più presi di mira perché più fiduciosi, radicati ad un’idea di parola che oggi non esiste più. Un debito va saldato, il denaro falso restituito alle forze dell’ordine: ma purtroppo non c’è niente di vero. Allora ben venga la campagna informativa della polizia locale: che gli anziani sappiano che carabinieri o polizia non sono autorizzati a
ritirare denaro, che prima di prelevare in banca per saldare un debito è meglio chiamare di persona il diretto interessato. E ancora: non fate entrare in casa nessuno. Noi abbiamo dotato tutti i nostri iscritti di tesserino: chiedete sempre un documento di identificazione e, se anche questo non vi convince, chiamate vigili, polizia o carabinieri». L’Auser stessa mette a disposizione un numero l’800 99 59 88, per chiedere delucidazioni su ogni cosa.
«Per fortuna nessuno dei nostri iscritti sino ad oggi è caduto nella trappola, ma può capitare a chiunque – dice Scicoloni – E allora non vergognatevi: denunciate tutto. Non è colpa vostra, sono loro ad essere nel torto: essere raggirati non è una colpa, la malvivenza è scaltra e si attrezza per raggirare le persone per bene. Può capitare a tutti». E c’è chi si attrezza: «Io non apro a nessuno che non conosco – spiega Claudio Bianchetti, 80 anni – Mi avvicino al cancello, sento cosa vogliono e se non ci credo chiamo il 112. Un controllo in più non fa mai male. Come utile è questa campagna: si pensa sempre che queste cose accadano agli altri. E invece può capitare a chiunque. La mia vicina anni fa è stata raggirata da una zingara». Anziani ricettivi: «Per forza – dice Massimo Zanzottera, 74 anni – Se la prendono sempre con noi. Dobbiamo reagire: cosa credono che siamo scemi?».
Simona Carnaghi
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