La guerra della pausa caffè non si ferma Adesso in municipio tira aria di querela

Cornacchia invoca provvedimenti nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori. Ma le Rsu del Comune non mollano: «Attività antisindacale». E il caso diventa politico

Guerra della pausa caffè, il presidente del Consiglio rincara la dose: «I rappresentanti sindacali lasciano scoperto il posto di lavoro per replicare alle mie considerazioni. Si prendano provvedimenti». Ma i sindacalisti minacciano la querela per «attività antisindacale».
Non si placa la bufera a Palazzo Gilardoni sulla pausa caffè. «Non faccio di tutta l’erba un fascio, conosco l’impegno e la devozione di molti dipendenti – replica Cornacchia – non è in discussione il pur discutibile, sicché abusato, diritto alla pausa caffè, ma c’è un diritto-dovere dei consiglieri comunali alla verifica del corretto funzionamento della struttura comunale».

Per il presidente del consiglio è «inusitata la richiesta di oscurare i vetri» della stanza che ospita le macchinette del caffè, «di fronte ai problemi che vivono quotidianamente i cittadini». Così dopo le polemiche parte al contrattacco, chiedendo in una lettera al sindaco e al dirigente al personale, «quali provvedimenti si intende emanare» nei confronti dei rappresentanti sindacali che nell’indire la conferenza stampa per replicare alle sue considerazioni avrebbero «abbandonato e lasciato scoperto il posto di lavoro per circa un’ora, senza concordarlo con chi di dovere». E ricorda alle Rsu che «quello che chiamano “ufficio megagalattico” è un ufficio di rappresentanza a disposizione non solo del presidente del consiglio ma anche dell’accoglienza degli ospiti o degli assessori. È il regolamento stesso che stabilisce che gli uffici attigui alla sala consiliare siano a disposizione del consiglio comunale».

Ma le Rsu non mollano: fa notare che la riunione era coperta da «un regolare permesso sindacale». Il caso rischia di diventare anche politico, sia perché Cornacchia attacca l’assessore della sua stessa maggioranza, , che in quanto «ex dipendente e già sindacalista» sarebbe «disponibile ad ogni sorta di comprensione o di compromissione», sia perché ci sono le prime reazioni.
Il capogruppo della Lega deposita un’interrogazione in question time per conoscere «quali siano le norme che regolano la pausa caffè», mentre per gli ex consiglieri e , Cornacchia «sbaglia bersaglio». Non dovrebbe «prendersela con i dipendenti comunali, ma con l’amministrazione Farioli che, nonostante le buone intenzioni iniziali di ristrutturare e riorganizzare la macchina comunale sfasciata dagli anni di governo leghista, ha fallito in pieno sulle politiche del personale».