“E voi lo sapete che i pesci di Calcinate sono scarpe e non orate? E che a Velate si mangia formaggio e non patate? Cosa succede ad Avigno? Ovvio, che il salame non piace al Maniglio! A Masnago, invece, il prosciutto è senza spago. Mentre il salame del somaro a Bobbiate è troppo caro”.
Ecco servito il Carnevale in rima, grazie alla fantasia dello chef di parole , poeta e scrittore di favole per bimbi.
«Ho creato alcune rime sul cibo dedicate alle parrocchie della comunità pastorale dell’Immacolata – racconta Guglielmi– Questi ingredienti, personalizzati con le caratteristiche di ogni rione, verranno poi messi in una gigantesca pentola, girati, rimestati e poi serviti durante sfilata che si svolgerà a Varese sabato prossimo».
L’idea sarebbe stata quella di far sfilare il carro nelle strade rione già nella giornata di ieri, dando il via alla preparazione di fantasiosi manicaretti guarniti di stelle filanti e coriandoli. Ma il primo scherzo di Carnevale lo ha fatto il meteo. La neve ha pensato bene di cadere a sorpresa e di accumularsi al suolo, impedendo lo svolgersi della manifestazione. E così, per la seconda volta in 18 anni di storia, le mascherine si sono dovute dare appuntamento nel salone dell’oratorio di Avigno per festeggiare in un luogo caldo.
«Quest’anno il meteo ci ha tirato un brutto scherzo – afferma , uno degli organizzatori – Sabato il cielo dovrebbe essere sereno, ma io sono già preoccupato per l’anno prossimo, quando il Carnevale arriverà ancora prima, addirittura il 7 febbraio. Speriamo che non nevichi un’altra volta». A causa del freddo, all’inizio si pensava che la festa all’oratorio sarebbe stata sottotono. E invece i bimbi scalpitavano per indossare i loro costumi. E alla fine si sono mascherati persino i genitori, come che si è travestito da vichingo: «Dover rinunciare alla sfilata è stato brutto, per fortuna abbiamo potuto ripiegare sul salone». Il carro
allegorico, però, è dovuto rimanere in garage. Si tratta di un gigantesco pentolone dal quale usciranno molte sorprese. Saranno i bimbi a cucinare, sguazzandoci dentro vestiti da topolini. La voglia di vedere quel pentolone magico è tanta, tanto più che è già stato usato per preparare un manicaretto. Si tratta delle chiacchiere di: «Ho usato otto chili di farina per ottenere 18 vassoi – dice – Eravamo in sei a abbiamo cucinato dalle 14 alle 17.30. Una bella faticaccia». «È stato divertente» dice, pensando al pomeriggio trascorso friggendo chiacchiere in cortile (chi sarebbe riuscito, del resto, a far entrare il carro-pentolone in oratorio?)».
«Queste ricorrenze fanno bene al rione– racconta – La comunità parrocchiale è molto grande, ma quando ci riuniamo qui sentiamo forte l’appartenenza ad Avigno».
Ha fatto un salto in oratorio anche , ex presidente dell’Unione industriali di Varese: «Non sono di Avigno, ma le chiacchiere fatte all’oratorio non me le volevo perdere».
Adesso non resta che aspettare la prossima portata e vedere se il pentolone degli chef dell’Immacolata vincerà un premio al Carnevale Bosino.













