Rivoluzione padana di Grillo Ecco sul ring i contendenti

Rivoluzione padana di Grillo
Ecco sul ring i contendenti

Il “Grillo leghista” si abbatte sulla politica italiana. Suscita scalpore un post di Beppe Grillo sull’eventualità di una divisione dell’Italia, in cui vengono richiamati molti concetti cari al popolo leghista: «E se domani i Veneti, i Friulani, i Triestini, i Siciliani, i Sardi, i Lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa, massacrata di tasse, di burocrazia che ti spinge a fuggire all’estero o a suicidarti, senza sovranità monetaria, territoriale, fiscale, con le imprese che muoiono come mosche?».

Oltretutto, tra le possibili soluzioni individuate dal comico c’è anche quella di «decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni». Così abbiamo interpellato due parlamentari dei due movimenti eletti in provincia di Varese, il deputato varesino per il Cinque Stelle e il senatore tradatese per la Lega Nord. Come leggerete dalle loro dichiarazioni, i punti di contatto sembrano essere ben pochi e le distanze ancora notevoli. Ma se domani dovesse spuntare qualche progetto in parlamento…

Per , «quello che ha scritto Beppe non è una novità. Aveva già fatto lo stesso ragionamento anni fa, richiamando l’Italia pre-unitaria e il concetto di “accozzaglia di popoli”. Già allora era stato attaccato dal Pd ma aveva fatto meno scalpore perché non eravamo al 25% dei voti. Comunque non credo che sia un ragionamento leghista, è una forzatura ridurre tutto a questo: Grillo fa un discorso storico del tutto condivisibile, visto che la centralizzazione del potere in Italia ha seguito lo stesso modello, sbagliato, dell’Europa attuale. Non ho problemi a dire che sono totalmente d’accordo con lui».

Per , «Grillo è solo il solito acchiappafarfalle. Temo che il suo unico obiettivo in questo frangente siano i voti del Nord. Se davvero credesse in quello che scrive, basterebbe prendere il nostro programma politico e di governo degli ultimi anni: gli insegneremmo noi la strada da percorrere».

è impietoso nei confronti della Lega: «Come si fa a dire che Grillo dice cose leghiste quando in realtà le macroregioni e le autonomie territoriali sono già previste nella Costituzione ma la Lega, pur avendo avuto tante possibilità di governo a livello nazionale e regionale, non ha mai combinato niente di concreto per tentare di percorrere la strada dell’autonomia e per arrivare a questo obiettivo?».

sfida i grillini, ma è preoccupato per le conseguenze della “sparata” del comico: «Se davvero Grillo vuole le macroregioni, venga in Parlamento o in Consiglio regionale e appoggi le nostre iniziative, perché la politica si fa con gli atti, che hanno ben altra sostanza rispetto ai tweet. Il vero problema è che questa cosa screditerà e danneggerà ulteriormente il percorso verso il federalismo».

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