C’è tutta la concretezza a cui gli imprenditori sono abituati nelle proposte che ieri la Confartigianato varesina ha lanciato in vista delle prossime elezioni amministrative.
I problemi in campo sono ancora tanti ma gli artigiani non si limitano a chiedere: partono tendendo la mano, offrendo la loro collaborazione alle future amministrazioni «perché un territorio più competitivo e più attrattivo porta un vantaggio a tutti, alle imprese, ai cittadini e alle stesse amministrazioni» ha sottolineato ieri Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese.
Il punto centrale da cui partire per impostare nuove politiche, secondo Confartigianato, deve essere la piccola e media impresa «perché se le imprese funzionano, tutto il sistema riparte e se vogliamo far ripartire l’intera economia dobbiamo tutti aprirci al dialogo» ha dichiarato Galli.
E il dialogo è uno dei principi che Confartigianato pone alla base delle sue proposte per coloro che si candideranno: dialogo con tutti gli attori del territorio, responsabilità nelle scelte che siano il più possibile eque, trasparenza nella gestione dei costi e delle risorse e infine la volontà nel far rete per ottimizzare costi e servizi. Questi devono essere i principi ispiratori. Tasse, burocrazia, lavoro e credito: questi invece i quattro pilastri sui quali Confartigianato chiede di intervenire e sui quali offre la propria collaborazione.
Ovviamente la tassazione deve essere la massima priorità: «Negli ultimi anni la situazione è diventata così tanto insostenibile da aver reso reale l’equazione impresa uguale bancomat» ha spiegato Gianemilio Gasparri, membro della giunta provinciale di Confartigianato. Quest’anno, l’impatto dell’Imu sugli immobili strumentali delle aziende, unito a quello di Tasi e Tarsi sui rifiuti e i servizi indivisibili, si è attestato a 12,8 miliardi di euro, con un incremento del 9,6% rispetto al 2013 e del 51,4% rispetto al 2011.
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