Scivolone per il Grande Fratello Mancano i corsi e il software

Scivolone per il Grande Fratello
Mancano i corsi e il software

Le telecamere in piazza Repubblica ci sono. Ma non sono attive. Dopo i numerosi ritardi nella partenza del progetto Sinecura, ovvero le telecamere intelligenti a chiamata, e l’inaugurazione, finalmente, nei mesi scorsi, il progetto non è ancora attivo.

Non certo per colpa dell’amministrazione comunale, che obiettivamente non ha alcuna responsabilità. Anzi, si ritrova a sua volta ad esser “vittima” di ritardi burocratici. Faccuani infatti un salto indietro nel tempo. Siamo nel 2011, ultimi mesi della precedente amministrazione, quando viene annunciato che un’azienda del Gruppo Finmeccanica ha concordato con il Comune la sperimentazione del servizio Sinecura.

Sperimentazione che si basa su un’applicazione, scaricabile sui cellulari di ultima generazione, gli smartphone, con la quale, in caso di pericolo, il proprietario può inviare un segnale al sistema di video sorveglianza attraverso la funzionalità bluetooth. Il sistema in quel caso punta l’obiettivo della telecamera più vicina al luogo dove si trova la persona che ha inviato il segnale.

Il progetto tuttavia viene rimandato in continuazione. All’inizio ci sono anche stati problema legati alla normativa sulla privacy, che tuttavia l’amministrazione ha risolto con l’approvazione di un nuovo regolamento. Tuttavia, l’azienda ritarda la partenza del progetto.

L’installazione delle telecamere, alla fine, viene realizzata alla fine dell’anno scorso. Ma ad oggi, come confermano dall’amministrazione, il progetto Sinecura non è ancora partito.

Lo spiega l’assessore alla Sicurezza , sottolineando come le telecamere «sono state installate tutte», e sono anche «collegate alla centrale operativa». Insomma, ci sono e possono anche essere azionate. Ma solo come semplici telecamere.

Il sistema Sinecura invece non può essere utilizzato. Per il semplice motivo che l’azienda non ha mai fornito al Comune il software.

«Inoltre la ditta non ha ancora tenuto il corso sul funzionamento agli agenti» sottolinea l’assessore.

In realtà, il sistema non sarebbe particolarmente difficile da usare, ma occorre che i tecnici dell’azienda forniscono alcune indicazioni agli agenti. Innanzitutto come riconoscere i falsi allarmi. Ovvero, le “false” chiamate o ancora se si registra un forte rumore, come la rottura di una bottiglia, ma non si verifica una vera situazione di pericolo.

Il sistema, infatti, si attiva anche in presenza di rumore particolare, non solo su chiamata. Ad esempio, nel caso di un colpo di arma da fuoco, o di rottura di una vetrina.

Il sistema dovrebbe attivarsi anche se rileva qualcosa di anomalo, come assembramenti di persone, soprattutto alla notte, non previsti. Insomma, un progetto molto efficiente.

Il Comune ha già contattato l’azienda per fissare un nuovo incontro per far partire il progetto.

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