Due anime mai separatesi, due strade che tornano a incontrarsi. Varese riabbraccia Gianmarco Pozzecco, da ieri ufficialmente nuovo allenatore di quella squadra con la quale, quindici anni fa, aveva firmato la gloriosa impresa chiamata Stella.
L’annuncio è arrivato, non a caso, in un pomeriggio di vigilia, in attesa della Basket Fest di questa sera, che il club di piazza Monte Grappa sfrutterà per presentare, a partire dalle 19, il coach appena arrivato al suo vecchio e nuovo pubblico. Due anni di contratto per il Poz, che questa mattina esordirà innanzitutto davanti a taccuini e microfoni, nella sua prima conferenza stampa da neo-biancorosso.
«Siamo felici di aver raggiunto questo accordo e di riabbracciare Gianmarco, in una nuova veste» commenta Cecco Vescovi, responsabile dell’area tecnica della Pallacanestro Varese. «Almeno da adesso in poi potrò “incazzarmi” con qualcuno sapendo poi che in cinque minuti si tornerebbe a essere amici come prima». Pozzecco capo-allenatore biancorosso, molto più che una scelta di cuore. C’è un progetto, c’è una speranza, c’è soprattutto grande convinzione. «E voglio farlo notare soprattutto a chi continua a ripetere che dietro questo ritorno ci sia una pura convenienza di marketing» sottolinea Cecco. «Se fosse stato così gli avremmo fatto un contratto soltanto fino a ottobre, giusto per fare il pieno di
abbonamenti e presentare poi subito dopo il vero allenatore». Il Poz arriva invece a Varese per vincere una doppia scommessa, «anche se il termine non piace affatto», afferma Vescovi. «L’avventura che va a iniziare rappresenta una grande occasione di crescita per tutti: per lui, che si troverà ad affrontare la sua prima esperienza su una panchina di Serie A; e per noi, che abbiamo scelto di puntare su un emergente, come si fa spesso con i giocatori giovani, nella speranza di condividere con Gianmarco un lungo cammino o anche di poter dire un giorno di aver lanciato un allenatore che è poi stato protagonista di una grande carriera».
Eccolo dunque il progetto Varese: crescere insieme, con l’orgoglio di aver fatto una scelta coraggiosa e di grande prospettiva. Vescovi non ha dubbi e ribadisce un concetto chiave: «Pensare solo al marketing sarebbe stata una sciocchezza fin dall’inizio, noi invece abbiamo deciso di puntare su un tecnico che è sì alle prime armi, ma ha già fatto vedere qualcosa di importante. E con lui vogliamo iniziare un percorso».
Oggi dunque il battesimo, il bagno di folla, lo spazio più che giusto riservato alle emozioni, grandi e pronte a esplodere. Poi subito al lavoro, perché se anche il via ufficiale alla nuova stagione è lontano ancora quattro mesi, la società è già impegnata sulla costruzione delle certezze future, a partire ora – sciolto il nodo panchina – dalle risorse finanziarie e delle scelte tecniche per quanto riguarda il roster.
E a questo proposito, domani è un giorno importante. Scade infatti con la metà di giugno la prima opzione d’uscita all’interno della ristretta rosa di giocatori ancora legati alla Pallacanestro Varese per la stagione a venire.
L’uomo in questione è Andrea De Nicolao, play titolare durante la gestione Bizzozi, sempre dichiaratosi determinato a rimanere a Varese. «E a noi non sono giunti segnali o comunicazioni di indirizzo opposto», conclude Cecco Vescovi.
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