Roma, 6 feb. (Apcom) – Il neopresidente dell’Unione africana
(Ua), Muammar Gheddafi, difende gli atti di pirateria al largo
della Somalia e annuncia che sarà sua priorità chiedere
risarcimenti agli ex colonizzatori dei Paesi africani, in linea
con quanto ottenuto da Tripoli dall’Italia.
La pirateria “è una risposta all’avidità dei Paesi occidentali,
che invadono e sfruttano illegalmente le risorse ittiche della
Somalia”, ha detto Gheddafi durante la sua visita al quartier
generale dell’Ua. “Non è pirateria, è autodifesa. Difendono il
cibo dei bambini somali”, ha aggiunto il leader libico, citato
oggi dal quotidiano keniano Daily Nation. Gheddafi ha quindi
puntato il dito contro flotte europee, americane e cinesi che
entrano nelle acque somale approfittando dell’assenza di una
moderna forza di difesa africana, capace di respingerle. Oggi, i
somali stanno reagendo per avere giustizia e difendere il loro
Paese dallo sfruttamento illegale delle sue risorse, ha
proseguito, e i Paesi occidentali bollano tale iniziativa come
pirateria.
Incontrando il personale Ua, Gheddafi ha quindi presentato il suo programma per la guida dell’organizzazione, sottolineando che cercherà di persuadere gli altri leader africani a chiedere risarcimenti per i crimini commessi e lo sfruttamento subiti dai loro ex colonizzatori. Il leader libico ha portato ad esempio quanto ottenuto da Tripoli dall’Italia: Roma pagherà
250 milioni di dollari all’anno per 20 anni. “Durante il mio mandato all’Ua, avvierà una procedura per il risarcimento dell’Africa e lotterò per far sentire sentire con più forza la voce dell’Africa al Consiglio di sicurezza dell’Onu”, ha aggiunto. Gheddafi è stato eletto lunedì scorso alla presidenza annuale dell’Ua, nonostante l’opposizione di alcuni Paesi.
Sim
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