– «Vedremo come agirà sul campo. E dove porterà il Varese, dopo giudicheremo». Si limita a questa battuta il sindaco , su quello che ormai è diventato il “caso” , il nuovo proprietario della società biancorossa. Mentre a livello cittadino il dibattito è ormai aperto, e da più parti si levano voci di dissenso e di allarme verso la strada che la società ha intrapreso. A partire dall’ex assessore di Forza Italia , autore di un duro j’accuse: «I veri “proprietari” del Varese sono i tifosi – esordisce Clerici – chi segue la squadra con passione. Un patrimonio che appartiene a tutta la città. E non può essere “svenduto” ai primi personaggi che passano». Clerici su Facebook già giorni fa aveva scritto: «Qualcuno prima o poi mi
spiegherà il significato del sostantivo imprenditore, perché a questa stregua per rientrare nella categoria basta essere uno che “fa cose e vede gente”. Ma ancora di più mi preoccupano quelli che esultano per il nuovo proprietario, contagiati da un’immotivata “esterofilia”, come se ci fosse uno sceicco per ogni occasione. Buona fortuna Varese, ne hai proprio bisogno». Clerici si dice amareggiato e preoccupato. «Bisogna stare attenti al futuro della nostra squadra – sottolinea – e soprattutto a tutto quel mondo che tiene veramente vivo il calcio. I tifosi, ma anche tutti i dipendenti». E quindi: «I proprietari del Varese dovrebbero essere espressione del territorio di Varese, possibile che non ci siano imprenditori disposti a fare una cordata? Sarebbe stato meglio ripartire dal basso, ma almeno salvando la dignità».
Molto attento alla situazione è un tifoso storico del Varese, l’agronomo , portavoce del Comitato Varese2.0. «Se il calcio deve diventare solo business, la passione sparisce» spiega. E pone diverse domande. «Innanzitutto voglio capire, se veramente venisse realizzato il nuovo stadio alle Fontanelle, cosa cui io sono contrario, cosa ne sarà del Franco Ossola. Sarà oggetto di una speculazione, diventerà l’ennesima area fatiscente? Da tifoso, sono convinto che la soluzione migliore sia riqualificare proprio il Franco Ossola».
Ma Zanzi critica anche la classe politica, che non si è presentata alla conferenza stampa in Comune. «Non c’era nessun rappresentante delle istituzioni. Ora, se c’è qualcosa che non va, è giusto che chi rappresenta la città lo dica a chiare lettere. Ma allora non andava data nemmeno la sala più rappresentativa del Comune. E se invece va tutto bene, è assurdo che nessuno si sia presentato. Il sindaco poteva essere impegnato, anche il vicesindaco. Ma non era disponibile nemmeno un assessore?». E chiude: «È un segnale veramente brutto, perché non era mai successo che la squadra venisse così abbandonata dalla classe politica».
Il consigliere comunale di Forza Italia , presidente della commissione Sport, sceglie la prudenza, pur non nascondendo i propri dubbi. «Avrei preferito una cordata di imprenditori di Varese – spiega Cosentino – per il legame con il territorio, sarebbe stata garanzia di più cuore per la squadra. Ma gli unici che si sono presentati con un’offerta sono loro. Ne prendiamo atto e auspichiamo che ci mettano davvero l’impegno che hanno dichiarato pubblicamente».
«Non mi dico né contento né scontento di libere scelte – commenta il consigliere comunale del Pd – L’unica cosa che mi auguro è che la nuova proprietà riesca a realizzare un progetto serio per una squadra molto amata in città e che questo progetto sia di esempio per tutti coloro che ci ruotano attorno. Ragazzini e non solo».













