VARESE – Un corteo silenzioso, il passo scandito dal ritmo del tamburo. Varese ha ricordato la tragedia delle Foibe e dell’esodo delle popolazioni italiane di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia con la manifestazione organizzata dal Comitato 10 Febbraio. Circa duecento persone hanno attraversato in maniera ordinata il centro cittadino, dal piazzale delle Ferrovie dello Stato fino a piazza Monte Grappa, dove è stato osservato un minuto di silenzio. A dare il via al momento di raccoglimento è stata, come l’anno scorso, la frase «Camerati, attenti!». Quindi i manifestanti, disposti in sette file da venticinque persone l’una, si sono messi sull’attenti, osservando il minuto di silenzio, accompagnato nella prima parte dal suono della tromba in memoria dei caduti. Fino al successivo ordine, «Camerati, riposo». Parole che vengono utilizzate anche durante il “rito del Presente”, usato per commemorare i caduti, e che viene fatto risalire almeno ai legionari di d’Annunzio. Il corteo è partito alle 20 dalle Ferrovie, preceduto appunto da uno dei militanti che accompagnava il passo con il tamburo. Quindi tre portatori di bandiera, con i vessilli che rappresentavano Istria, Dalmazia e Fiume. E due ragazze con la corona di fiori da depositare in piazza Monte
Grappa. I partecipanti hanno percorso quindi, lasciato il piazzale delle Ferrovie, via Morosini, via Vittorio Veneto e corso Moro, senza simboli di partito, ma solo reggendo tricolori e fiaccole. Quindi, un gruppo per volta, i partecipanti si sono posizionati in piazza Monte Grappa dal lato della fontana, creando file precise e ordinate. È stato quindi srotolato uno striscione con la scritta: “Il sangue versato nel silenzio dello Stato”. Di fronte a loro i portatori delle bandiere e i responsabili del Comitato. «Vi ringrazio della massiccia presenza. Se vi guardo vedo un fronte davanti a me, unito. Un coro di voci libere che rompono il silenzio che per troppi anni ha nascosto l’orrore delle Foibe. Della tragedia degli esuli. Varese è la nostra città, questa è la nostra terra. Il sangue istriano, dalmata e giuliano sarà per sempre sangue italiano. Adesso il minuto di silenzio lo facciamo noi, come si deve» sono stato le parole di di Dora, che ha guidato la manifestazione. Il Comitato è stato costituito dalla Comunità dei Dodici Raggi, CasaPound, Forza Nuova, Fiamma Tricolore. Ma alla manifestazione hanno aderito anche esponenti dell’associazione di destra Orizzonte Ideale. Presente anche una delegazione della Lega Nord.













