I sogni di Margherita, piccola grande donna

La storia - Ventitré anni, tradatese, affetta dalla sindrome di Turner, grazie allo sport ha scoperto la bellezza

Margherita è una ragazza meravigliosa che, giorno dopo giorno, sta imparando a scoprire la bellezza che la circonda. Una ragazza speciale. I medici, abituati a dare un nome ad ogni cosa, hanno detto che Margherita è affetta dalla sindrome di Turner: una di quelle sindromi rare che sono difficili da curare e che ti costringono a una vita diversa.

Margherita con la direttrice Virginia Lodi

Margherita con la direttrice Virginia Lodi

(Foto by Varese Press)

Margherita ha ventitré anni ed è di Tradate: fino a due anni fa faceva fatica ad uscire di casa da sola e non sapeva nuotare, il 6 agosto scorso ha attraversato lo Stretto di Messina accompagnata da due amici e da sei delfini. Un miracolo? No, un incontro: uno di quelli che la vita ti mette sulla strada quando vuole farti un favore. L’incontro con Massimo Magnocavallo, sognatore coi piedi per terra che ha dato vita a “I supersportivi”, associazione che attraverso lo sport migliora la vita dei ragazzi che hanno qualche problema. Massimo, che ama e conosce le nostre terre e le nostre montagne grazie all’amicizia che lo legava con il grande, indimenticato Oliviero Bellinzani, ha conosciuto Margherita e ha deciso di prenderla per mano.

Ha deciso di rendere possibile quello che prima era impossibile, ha deciso di regalarle un sogno e, allo stesso tempo, una vita. «Ma – ci ha raccontato Margherita che è venuta a trovarci in redazione – l’idea di attraversare lo Stretto è stata mia». Massimo Magnocavallo ha fatto il resto con l’aiuto di Maurizio, il papà di Margherita, che giorno dopo giorno ha visto sua figlia crescere e migliorare. «Ora – dice la dolcissima Margherita – prendo il treno da sola, scendo a Milano, prendo la metropolitana e cammino fino alla piscina dove mi alleno: da sola. Le prime volte stavo in spogliatoio a cambiarmi quasi tre quarti d’ora, adesso in sette minuti sono pronta». La traversata dello Stretto è stato un punto d’arrivo di un percorso portato avanti così, tra allenamenti massacranti e piccoli quotidiani passi avanti. «L’ho messa in acqua – racconta Magnocavallo – che faticava a galleggiare: poi, piano piano, ha iniziato a nuotare. L’idea di attraversare lo Stretto è stata sua, e lei ci ha messo tutta la forza che serviva. Ha nuotato in piscina e poi ha affrontato le acque libere, sul lago di Como. Il 10 luglio ha partecipato alla Traversata del Lario, da Onno a Mandello, arrivando 698a su 704 partecipanti: significa che ha battuto sei partecipanti. Poi abbiamo fatto il battesimo del mare, il 31 luglio, a Varazze: tanti passi avanti, tanti traguardi».

In redazione

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(Foto by Varese Press)

Poi, la traversata. «In aereo – racconta Margherita emozionata – il comandante ha saputo quello che stavo facendo e mi ha fatto gli auguri, prima in italiano e poi in inglese». «A Messina – ci dice Magnocavallo – siamo stati ricevuti anche dal sindaco che ha voluto organizzare una conferenza stampa in comune. La sera prima dell’impresa eravamo tutti molto tesi, io compreso. Abbiamo dormito tutti insieme: io, Margherita e Anna Barlassina che ci ha accompagnato in tutta l’avventura. La traversata è andata benissimo: la prima parte è volata via in un attimo, poi c’è stata qualche difficoltà e alla fine abbiamo percorso 10 miglia nautiche invece delle 3,2 previste. Tra un imprevisto e l’altro siamo arrivati, tutti e tre in lacrime». Margherita guarda avanti e sogna. «Voglio un lavoro normale – dice – mi piacerebbe fare la parrucchiera, anzi: mi piacerebbe lavorare con il computer». E guardandola nei suoi occhi verdi, viene naturale credere in lei. Perché Margherita è buona, perché Margherita è bella, perché Margherita è dolce, perché Margherita è vera.