Cosa ci fa un palo sulla cima dell’abete di piazza Monte Grappa? È forse stato il supporto di una stella di Natale e poi è rimasto lì per tutti i 365 giorni degli anni a venire?
E perché i fili delle luminarie sono ancora in corso Matteotti adesso che siamo quasi a luglio? Ha forse un senso una bilancia pesa-persone di fronte all’Inps di via Volta?
Non esiste solo il degrado, quello difficile da risolvere perché servono tanti soldi. C’è anche la trascuratezza, che è ancora più insidiosa. Perché mentre il degrado è qualcosa che si riconosce come un problema, su cui c’è la volontà di intervenire, la trascuratezza è un modo d’essere. E quando si è trascurati non si cambia, neppure se arrivano finanziamenti e fondi extra.
Dura la critica che , titolare della galleria Ghiggini, muove a tutti coloro che – siano negozianti, cittadini o amministratori – non fanno nulla per rendere il centro storico un luogo accogliente. Alcune segnalazioni sono state inserite nel nostro sito “www.segnalacivarese.it”.
Altre arrivano a fiume, nel corso di un’intervista nella sua galleria. Davanti a Emilio Ghiggini, oltre alle opere d’arte, ci sono pigne di lettere spedite al sindaco e agli uffici comunali nelle quali si evidenziano le magagne della città.
«Le aiuole di via Rossini sono rappresentative della trascuratezza del centro – dice Ghiggini – Si continua a dire “piantiamo più piante”, “ci vuole più verde”. E poi il risultato è che si vive in una città dove il verde viene lasciato a se stesso e nessuno lo cura. In diverse parti della città il verde ostacola i pedoni e copre la segnaletica, in altre è maltrattato: pensiamo agli alberi del Garibaldino».
Imbarazzanti – secondo Ghiggini – le lampade di corso Matteotti, che «andrebbero sanificate dall’Asl tanto sono piene di polvere e di sporcizia». Fino ad arrivare al campanile del Bernascone, la cui piazza è «l’emblema della maleducazione»: lì vi si trovano auto parcheggiate a tutte le ore nonostante il divieto di sosta. Sui fili abbandonati – quelli delle luminarie natalizie – Ghiggini è voluto andare a fondo: «Ho contattato l’assessore Ghiringhelli che mi ha fatto parlare con gli uffici, fino al responso: “mandiamo a lei la ditta incaricata di rimuovere le luminarie, così fa presente il problema”. Ma non dovrebbe essere il Comune a curare questi aspetti?».
Altro nodo dolente: «Quello della raccolta differenziata dei rifiuti, con i sacchi gialli lasciati fuori dai negozi per tutto il fine settimana in attesa che Aspem venga a raccoglierli».
Tanti problemi, un’unica ricetta: «Potenziare il controllo della città, mandando in giro i vigili a piedi per le strade, perché è la quotidianità il problema di Varese». E ancora: «Non possiamo guardare alle grandi opere – come al parcheggio del Sacro Monte – pensando che un domani miglioreranno Varese, ma dobbiamo pensare a come fare più bella la nostra città oggi, controllando il territorio».
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