«Soltanto maschi e tutti giovani. L’onda di arrivi è fuori controllo»

Profughi - Leghisti dal prefetto dopo le proteste di Tradate: «Mancano gli strumenti per gestire il fenomeno»

– Una commissione ad hoc solo per Varese. Per gestire l’emergenza profughi e l’analisi delle domande di asilo. Questa la proposta che la Lega formulerà nei prossimi giorni, dopo aver incontrato, ieri, il prefetto di Varese . La delegazione era composta dal senatore , dal consigliere regionale e dal capogruppo in Provincia . «Non ci sono previsioni sugli arrivi, i controlli restano superficiali e scarsi. Delle persone che arrivano in realtà sono profughi solo il 30%, il 70% sono immigrati normali, perché non ottengono lo status. Ma anche chi non ottiene lo status, può appellarsi al prefetto e rimane sul territorio nazionale» spiega Longhin. Che sottolinea come, a livello di provincia di Varese, «99 su 100 sono maschi tra i 18 e i 25 anni. E le poche donne che arrivano sono comunque sole. Quindi non si tratta di famiglie, che è normale nel caso dei profughi, ma di immigrazione normale». «Il prefetto ormai lavora quasi esclusivamente per gestire i profughi. Una situazione fuori controllo, perché non ci sono gli strumenti per gestirla. Oggi i richiedenti asilo arrivano e minimo ci vuole un anno prima che siano visitati dalla commissione. Nel momento in cui, nella maggior parte dei casi, ricevono il diniego dello status di asilante, c’è un ricorso al giudice, che porta via un altro anno, e quindi un provvedimento di espulsione e un invito ad abbandonare il Paese. Ma

non è un rimpatrio coatto, bensì solo un invito. Quindi queste persone entrano in clandestinità. Ma anche nel momento in cui ottengono l’asilo, ricevono solo un foglio di carta, e vengono abbandonate e non aiutate a trovare un lavoro. Quindi vengono messe in concorrenza diverse povertà, quelle che arrivano e quelle che già esistono nel nostro Paese». Di qui la richiesta di istituire una commissione ad hoc solo per Varese, in modo da «velocizzare i tempi per verificare la situazione dei profughi e conferire o meno lo status di asilante. In questo modo i tempi medi diventerebbero di due mesi circa. Oggi la commissione per il territorio di Varese è a Milano e si occupa di circa otto province in Lombardia». «Scopriamo che la provincia di Varese da Malpensa deve accogliere dai 300 ai 500 clandestini all’anno, che vengono espulsi da tutte le altre regioni d’Italia, secondo l’accordo detto di Dublino, e poi restano sul territorio nazionale, specificamente in provincia di Varese. Questo aspetto deve essere ridiscusso e spero che gli europarlamentari eletti sul nostro territorio si attivino». «Mentre sulla questione delle quote, dopo l’incontro di due settimane fa con Zanzi, depositerò in consiglio una proposta per ridefinire le quote per regione. Non più secondo il coefficiente della popolazione, ma con un criterio più operativo, che sia proporzionale al numero di cooperative che rispettano i criteri di legge e le strutture».