Aria di cambiamento per i Giovani Democratici della provincia di Varese. Andrea Calò, che ha guidato finora il movimento, si è dimesso dopo due anni e domenica 30 ottobre verrà eletto il nuovo segretario provinciale.La partita è aperta e per la prima volta al congresso dei Gd saranno in due a giocarsi il posto. Si tratta di Matteo Capriolo, classe ‘97, iscritto al gruppo di Varese Città, e Niccolò Rinaldi, 24 anni, del circolo di Gallarate. Su questa situazione inedita Calò, che era stato eletto all’unanimità,
non si espone. «Non si può dire se la divisione si ricomporrà e se darà effettivamente qualcosa in più». Il suo sostegno va a Capriolo, perché del candidato varesino condivide i punti programmatici. “Alternativa, relazione e orgoglio”, recita il manifesto di Capriolo, e su questi aspetti bisogna puntare, secondo il segretario uscente, per rilanciare il progetto dei Giovani Democratici della provincia. L’obiettivo da perseguire è quello di ridefinire, o meglio, di trovare un’identità forte per il movimento giovanile, che non sia semplicemente lo specchio del Pd.
«I Gd attraversano una crisi che non è solo identitaria ma anche di valori e obiettivi. Non basta puntare ad ingrossare le fila, non si tratta di numeri ma di contenuti». Questa la riflessione di Calò. Qualità, dunque, non solo quantità. La sfida è quella di riuscire a coinvolgere non solo i giovani, ma anche i giovanissimi, già a partire dai 14 anni. «La strategia – afferma Calò – è semplice: andare nelle scuole, organizzare dibattiti, coinvolgere associazioni giovanili non per forza legate alla politica». La crisi attraversata dal nostro Paese negli ultimi anni e gli esempi poco edificanti hanno creato un divario tra cittadini e politica che nel caso dei giovani è un vero e proprio baratro. «I ragazzi si sento poco rappresentati, noi Gd puntiamo ad offrire un punto di riferimento, a far sentire che ci siamo e che siamo pronti a sostenerli nelle loro battaglie, come quella per il diritto allo studio». Sul fronte caldo del referendum, Calò ha le idee chiare: «meno slogan e più contenuti. Il punto è passare dalla politica urlata a quella ragionata. Parlare nel merito è l’unico modo per convincere gli elettori a votare per il Sì». Facendo un bilancio, sottolinea che «i Gd sono qualcosa che ho vissuto, conosciuto e amato sin dal 2011. Con la segreteria ho avuto l’occasione di prendermene cura e certamente prevalgono le cose positive fatte in questi anni, come il workshop organizzato nel maggio scorso, in cui si è discusso di ambiente, lavoro, Europa, legalità e diritti Lgbti. Lascio un gruppo di amici ma rimarrò sempre a disposizione».













