Roma, 6 feb. (Apcom) – La Lega esulta, anche il Pdl rivendica la
paternità del provvedimento, mentre Pd, Idv e Udc votano contro e
parlano di “barbarie” e di “razzismo”. Dopo le fibrillazioni di
mercoledì, con il governo battuto tre volte sulla stretta sui
centri di permanenza e sui ricongiungimenti familiari, il Senato
ha approvato ieri speditamente il disegno di legge sulla
sicurezza, con 154 voti favorevoli, 114 contrari e nessun
astenuto. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera, dove
continuerà la battaglia delle opposizioni sulle norme più
controverse, a partire dall’abolizione del divieto di denuncia
per i medici che curano immigrati irregolari. Norma contro cui la
Cgil ha preannunciato l’obiezione di coscienza e contro cui è
intervenuto anche il cardinale Tettamanzi.
Ma la Lega non si cura degli attacchi, e dimentica anche i
‘franchi tiratori’ che hanno affossato alcune sue proposte: “Non
era un problema politico”, assicura Roberto Calderoli. E il
ministro dell’Interno Roberto Maroni spiega che le norme
bocciate, in particolare il prolungamento della permanenza nei
Cie fino a 18 mesi, “dovranno essere riparate alla Camera
altrimenti il contrasto all’immigrazione clandestina sarà
indebolito”. Quella approvata dal Senato comunque “è la nostra
legge, un nostro grande successo, e non ci sfiorano le critiche
dell’opposizione”, dice il capogruppo leghista Federico Bricolo.
“Possono dire quello che vogliono, tanto guadagnamo consensi”, e
rivolto all’opposizione accusa: “Voi siete i razzisti, sempre e
comunque dalla parte degli stranieri, prima degli italiani onesti
che pagano le tasse”.
Le opposizioni hanno provato anche la carta del voto segreto, per stoppare l’emendamento leghista, ma il presidente dell’assemblea, Renato Schifani, ha rifiutato la richiesta spiegando che l’emendamento non inibisce “la possibilità di accedere al servizio sanitario nazionale”. Di tutt’altro avviso l’opposizione. Per Anna Finocchiaro, capogruppo Pd, si è “valicato il crinale sottile che distingue il rigore della legge dalla persecuzione”. Con questa norma si diffonderà “il germe della paura, che porterà gli immigrati a nascondere i figli malati, a non partorire in ospedale, a non curare malattie portate dal paese d’origine” con
rischi per la salute di tutti. Mentre il suo vice Nicola Latorre accusa il governo di avere una linea “inefficace e pericolosa”: “Il bilancio di questi mesi – dice – ci consegna più fenomeni di razzismo, più atti di violenza, più paure, ma soprattutto un aumento impressionante degli sbarchi clandestini”. Insorgono anche le Acli, mentre l’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi fa appello alla “osservanza di una legge più profonda che è dentro di sé” da parte dei medici, che “sanno qual è la loro deontologia e come affrontare e sciogliere questo quesito”.
Come i leghisti, soddisfatti per l’ok del Senato anche i
senatori del Pdl. Il capogruppo Maurizio Gasparri rivendica anche
per il suo gruppo la paternità del ddl, “uno dei principali” del
Governo: “Non è la legge della Lega: noi siamo tutti convinti di
dare precedenza ai diritti degli italiani, vengono prima gli
italiani”. Anche Gasparri respinge le accuse di razzismo, e anzi
contrattacca: “Nella legge non c’è nessuna indulgenza al
razzismo, il razzismo è quello dei sindaci di centrosinistra che
permettono le baraccopoli, che lasciano i minori alla criminalità
e all’accattonaggio”. Gasparri assicura che “verificheremo sul
campo le norme da migliorare”, ma intanto “è arrivato il tempo
della legalità”.
Ma sul ruolo del Carroccio si appuntano le critiche
dell’opposizione: “La Lega è la vera padrona del Governo. Ogni
giorno stringe il suo cappio al collo della maggioranza, e dopo
il far west fiscale del federalismo, impone questo ‘pacchetto
insicurezza’”, accusa il capogruppo Udc Giampiero D’Alia.
Tra le altre norme a forte impatto simbolico approvate in prima
lettura dal Senato, quella sulle ronde: emendata, per iniziativa
del Pd, la norma precisa che non dovranno essere armate e non
potranno “cooperare all’attività di presidio del territorio” ma
solo fare segnalazioni alle forze di polizia. Ieri mattina c’è
stato anche uno scontro in aula anche sulla copertura finanziaria
del ddl: gli immigrati irregolari presenti sul suolo italiano,
secondo la relazione tecnica che accompagna il ddl, sono meno di
quattromila. Ma lo scorso anno una relazione del Viminale ne
stimava 700mila: le procedure per l’identificazione e
l’espulsione di un numero simile di persone ovviamente
costerebbero molto di più. Secondo Felice Belisario dell’Idv la
maggioranza ha fatto “il gioco delle tre carte”.
Cep
© riproduzione riservata










