Il progetto di Villa Mylius non è una priorità per la città. Questa la posizione che emerge con chiarezza dal Partito Democratico, che chiede alla giunta, per l’ennesima volta, maggiori informazioni sul futuro della struttura comunale in vista del finanziamento Cariplo e dell’idea di portare l’Accademia del Gusto di Gualtiero Marchesi.
Ma è soltanto la mancanza di informazioni quello che i democratici lamentano. I consiglieri comunali dell’opposizione criticano le modalità con cui il presidente della Regione e il sindaco hanno presentato il finanziamento e il progetto durante l’inaugurazione della Fiera di Varese.
Ovvero «il modo abbastanza goliardico con cui Maroni parla dei soldi pubblici».
«Abbiamo assistito infatti a dichiarazioni che fanno presupporre come trovare finanziamenti sia molto facile – denunciano , ed – Uno stile quantomeno discutibile per parlare di soldi che sono pubblici e che oggi vengono spostati su un progetto di cui in realtà sappiamo pochissimo».
E i democratici ricordano i due milioni di euro garantiti dalla Regione e i cinquecentomila euro del Comune.
«A questo punto, se Fontana ha questa capacità di ottenere facilmente fondi da Maroni, ci chiediamo come mai non chieda anche per altre opere fondamentali per la città». E la lista è lunga.
«Ci sono così tante opere strategiche rimaste ferme – dice Conte – per non parlare di un altro progetto che era stato presentato ai bandi Cariplo ed era stato bocciato. Ovvero la messa in rete di tutte le realtà culturali della città, proposto dall’assessorato alla Cultura. Questo era interno al Comune. Perché non si è deciso di puntare su questo?». Ma anche altri problemi contingenti.
«Penso a quello che manca per finire di arredare il nuovo reparto dell’Ospedale di Circolo – dichiara Corbetta – il cosiddetto piccolo monoblocco, dove dovranno entrare funzioni importanti. È un’opera di competenza regionale. Ma per questo non c’è l’interesse da parte della giunta».
Insomma, una polemica dura. Che poi si concentra sul progetto di Villa Mylius in sé, dove «si dà per 35 anni una struttura comunale a una Fondazione, ma senza sapere precisamente la fattibilità del progetto».
Conte lamenta il fatto che le risposte alle varie interrogazioni sono sempre state troppo vaghe.
E il capogruppo Mirabelli attacca: «È un nostro diritto conoscere come e perché saranno spesi per questo progetto moltissimi soldi pubblici. Credo che abbiamo avuto sempre un atteggiamento positivo, e non siamo mai stati contrari aprioristicamente».
«Il progetto può essere interessante. Ma occorrono risposte. Ci sorprende che per l’ennesima volta un’opportunità importante per la città sia discussa nel buio di alcune stanze. E non al chiaro del consiglio comunale».
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