Uno scossone certo non da poco. Ma non tale da incrinare la maggioranza. L’addio di Adrea Bortoluzzi dalla carica di consigliere comunale non appare come un fulmine a ciel sereno, ma per gli addetti ai lavori, cioè chi segue costantemente la politica, era nell’aria fin dai primi giorni di inizio mandato.
Il notaio si è infatti candidato in una lista civica, quella a sostegno del sindaco Davide Galimberti, formata in maniera eterogenea proprio per rappresentare uno spaccato della società civile varesina. Era normale aspettarsi che esponenti civici non avessero la stessa “disciplina” che caratterizza militanti di partito.
Sui motivi delle dimissioni, oltre a quelli dichiarati ufficialmente, possiamo ipotizzare anche una certa scontentezza sulla formazione della giunta.
Ora cosa succederà a livello di consiglio comunale? Sicuramente l’opposizione interna al sindaco alzerà il tiro, sentendosi rafforzata. Tuttavia rimane di fatto un minoranza nella maggioranza, più “rumorosa” quasi dell’opposizione vera e propria, quella del centrodestra. Che si sta contraddistinguendo in consiglio comunale e nelle commissioni per un’opposizione costruttiva, che viene fatta, almeno per il momento, sui contenuti e non solo sugli slogan. Su questi ultimi la Lega è scivolata ogni tanto. Del resto, la polemica verbale fa parte del dna del movimento che venne fondato da Umberto Bossi. La Lista Paolo Orrigoni rappresenta una forza civica, capace di dialogare su temi in maniera costruttiva.
Forza Italia si colloca a metà strada tra Lista Orrigoni e Lega Nord, aperta al dialogo, ma senza rinunciare a un po’ di polemica. I veri nemici di Galimberti si trovano all’interno della sua coalizione. Anzi, all’interno proprio del suo stesso partito, e sono gli scontenti del dopo insediamento della nuova giunta. Se le file di questa opposizione interna si ingrosseranno, o resteranno contenute, lo sapremo solo nei prossimi mesi. Lo scenario più probabile al momento, tuttavia, è che l’amministrazione rimanga saldamente in carica. Andando oltre la mediaticità degli avversari del sindaco, il primo cittadino e la sua giunta continuano ad avere una buona popolarità tra i varesini. La capacità di dialogo e il coinvolgimento, come nel caso del Pgt, delle persone, va a loro vantaggio. A Varese l’azione politica di oggi si sta muovendo molto più sui contenuti che sulla propaganda. Siamo solo all’inizio, naturalmente. Ma se va avanti così, non ci saranno sorprese. In fondo, andando poi a guardare invece i calcoli meramente politici, non è interesse di nessuno far cadere l’amministrazione. Non del centrodestra, che sarebbe impreparato a tornare alle urne, e sicuramente nemmeno del centrosinistra.













