«Assassini». E pesta la poliziotta Vandalo del centro finisce nei guai

«Assassini». E pesta la poliziotta
Vandalo del centro finisce nei guai

«Assassini. Bastardi». Poi: «Vi ammazzo. Non lo sapete? Io sono molisano». E alla fine sono arrivati due pugni al volto di una poliziotta.

Ieri mattina in aula il protagonista dell’ennesima sceneggiata da “strafatti in centro” ha continuato: «Non è vero niente. Pugni? Si sono inventati tutto». Peccato che un referto medico con una prognosi di 15 giorni e una ridda di testimoni (non appartenenti alle forze dell’ordine, ma semplici cittadini esasperati) lo smentiscano.

Lo show è andato in scena l’altro ieri sera nel salotto buono del centro storico di Varese. Piazza della Motta, divenuta negli ultimi mesi, insieme a piazza Monte Grappa, a via San Michele e a quella parte del comparto del centro, teatro di risse, spaccio e anche di un tentato omicidio.

Preoccupati i residenti: «Un luogo simbolo di Varese, un luogo che di Varese racconta una parte di storia. Non vogliamo diventare come piazza Repubblica», è il grido d’aiuto di chi vive e lavora tra piazza della Motta e via Carrobbio.

Il fatto registrato nella serata di venerdì è semplice quanto inquietante. Un ragazzino di 22 anni, magrino, non nuovo a danneggiamenti e atti vandalici, capelli rasta e tasso alcol emico ben al di sopra della soglia di gestione di se stesso.

«Italiano – ha sottolineato chi era presente al fatto – Non diamo addosso soltanto agli stranieri».

E che fa questo giovanotto? Gioca con l’immondizia. Per ragioni inspiegabili, si mette a fare un gran baccano rovesciando cestini e bidoni e sparpagliando immondizia sull’intera piazza della Motta. La chiamata al 112 è partita non soltanto dai residenti e dai passanti, ma anche dagli addetti alla nettezza urbana che si sono ritrovati davanti a un tale caos.

Sul posto sono arrivati gli agenti della squadra volanti della polizia di Stato della questura di Varese. I poliziotti hanno cercato di calmare il ragazzo.

La risposta arriva direttamente da un fotogramma Tv che negli ultimi giorni non fa che divulgare la teoria delle “vittime di Stato”.

Il ragazzino, infatti, grida: “Assassini”. Poi arrivano gli insulti e quindi le minacce. Singolare quella di matrice geografica: «State attenti che io sono molisano», con buona pace dei molisani che risultano essere brave persone.

I poliziotti hanno cercato di placare il ventiduenne evidentemente ubriaco.

Alla richiesta di raddrizzare il cestino dei rifiuti appena divelto il giovane ha risposto sferrando due pugni in faccia a una poliziotta. A quel punto, d’intesa con il pubblico ministero di Varese , per il giovane sono scattate le manette.

Ieri mattina il ventiduenne è comparso davanti al giudice di Varese. Senza batter ciglio ha affermato l’inaffermabile: «Non è vero nulla. Si sono inventati tutto». Versione smentita dalle prove e dalle testimonianze. Il giudice ha convalidato l’arresto disponendo l’obbligo di dimora a Varese per il ragazzino oltre all’obbligo di non lasciare il proprio domicilio dalle 21 alle 6.

Lo stesso giudice non ha concesso la sospensione condizionale della misura: il ventiduenne dovrà rispettarla sino al 13 ottobre quando affronterà il processo.

Varese

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