Il segretario provinciale della Lega Nord, Matteo Bianchi, sostiene le ragioni del No e chiama in causa l’orgoglio Lombardo. «Prima di tutto questa che viene proposta è una riforma che va ad esautorare quello che rimane delle competenze delle autonomie locali – spiega Bianchi – Se dovesse passare, lo Stato avocherebbe a sé una serie di competenze che negli anni sono state delegate alle Regioni ed ora, per una serie di impostazioni, di logiche di comodo, lo Stato vuole tenere per se». Ed è qui che dovrebbe entrare in gioco l’orgoglio lombardo: «per noi lombardi ovviamente, che siamo una delle regioni che funzionano meglio, nonostante le lacune e le migliorie che si possono fare, vuol dire livellarsi verso il basso».
Il No di Bianchi, tra le altre ragioni, è legato anche all’esautoramento del popolo, che non potrebbe più eleggere i suoi senatori, a fronte di un risparmio economico per lo Stato considerato esiguo (il risparmio sarà di soli 48 milioni, (8,8%) a fronte di una spesa annua di 540 milioni di euro). «Voto No perché c’è un ulteriore aspetto che fa venir meno il ciclo della democrazia su cui poggiano i nostri valori – conclude – Abbiamo l’esempio fallimentare delle province, la cui chiusura è stata tanto sbandierata e il risultato si vede. Adesso vorrebbero fare la stessa cosa con il Senato, che avrebbe la sua funzionalità pressoché identica, i costi identici, ma si esautorano cittadini dalla possibilità di votare i senatori».













