Creare una nuova alleanza tra nonni e bambini per arricchire la scuola e sconfiggere la solitudine. Questa l’idea del progetto «8×80 – per crescere insieme», lanciato dalla Caritas varesina e che ha trovato una calorosa accoglienza nella scuola elementare Settembrini che si sta organizzando per farlo partire al più presto a Velate.
Per prima cosa sono state coinvolte le famiglie dei piccoli alunni, un centinaio in tutto, cui è stata inviata in questi giorni una lettera per spiegare loro la valenza del progetto e chiedere collaborazione indicando i nomi dei nonni, o degli anziani conosciuti interessati a partecipare al progetto. «Si tratta di un’opportunità speciale per tutti gli anziani di Velate ma anche per i nonni della Settembrini, che potranno dedicare un po’ del loro tempo ai nostri bambini condividendo esperienze, racconti, abilità, passioni», scrive la coordinatrice della Settembrini Pinuccia Ilardo nella lettera.
Nuove sinergie potrebbero nascere ad esempio sul lavoro a maglia per produrre con le proprie manine le sciarpe per l’inverno, oppure intraprendere un viaggio alla riscoperta dei giochi di una volta, delle leggende locali o delle ricette di una volta. E poi c’è un orto, quello della scuola, che va riorganizzato, con la possibilità, trovando le persone giuste, di ripristinare il pollaio. «Siamo pronti
ad accogliere le proposte delle persone che vorranno aderire al progetto, sperando che siano numerose», spiega Silvia Frattini, tra i genitori della scuola. E una prima idea però è già in cantiere: arrivare per Natale alla pubblicazione di un piccolo libro, una raccolta di racconti e testimonianze dei nonni di Velate e di quelli della Settembrini, di come vivevano il Natale all’inizio del ’900.
Oltre alla lettera alla famiglie dei piccoli alunni della Settembrini, per coinvolgere più anziani nel progetto sono state attivate altre iniziative. I volontari della Caritas, ad esempio, nei prossimi giorni contatteranno una trentina di anziani non autosufficienti per raccogliere le loro testimonianze, mentre le maestre stanno organizzando una sorta di Halloween all’incontrario: di giorno e non di notte, i bambini gireranno per il quartiere bussando alle porte degli anziani con in mano un cesto di caramelle da regalare ai nonni per invitarli, con un dono, a collaborare con la scuola a questo progetto.
La referente della Caritas Mariuccia Binda ha in mente questo progetto da un po’: se funzionerà, è pronta ad esportarlo in altri quartieri e paesi.«Bambini e anziani stanno bene insieme, sono una ricchezza gli uni per gli altri», si legge nel volantino dell’iniziativa. E il riferimento non è solo all’amore tra nonni e nipoti, ma anche all’apporto unico che il racconto del passato può dare alla crescita di un adulto più maturo e consapevole. «Eppure lo scambio intergenerazionale è sempre meno scontato – scrivono le organizzatrici – e va alimentato per far crescere i bambini e sconfiggere la solitudine di troppe persone». L’avvicinamento bimbi e nonni sarà graduale, il più spontaneo possibile.













