Controlli del fisco italiano in banca svizzera. Ed è polemica

CHIASSO I fatti sono raccontati in un’interrogazione al Consiglio di Stato presentata dal deputato della Lega dei ticinesi Massimiliano Robbiani. Il quesito posto all’autorità svizzera è se in tutto ciò vi sia stata o meno la violazione della legislazione. Sempre che la vicenda si sia davvero svilupata così come risulta a Robbiani.

“Il 10 agosto in un istituto bancario di Chiasso si presentano due persone, un uomo e una donna, rivelatesi poi essere 2 funzionari dell’agenzia delle dogane italiana di Chiasso (l’uomo è un alto funzionario). Non si identificano per quello che sono e iniziano a fare domande su un cittadino elvetico, sui suoi conti e quant’altro, praticamente si mettono ad investigare all’interno della banca in modo del tutto illegale e senza nessuna autorizzazione e quel che è più grave senza passare tramite i canali ufficiali – scrive il politico svizzero – in mano hanno la tessera bancaria di questo cittadino svizzero rilasciata appunto dall’istituto bancario in questione. Detta tessera era stata trovata (non si sa come mai) in possesso di una cittadina italiana residente in Italia che i due funzionari avevano fermato durante un controllo di routine molto tempo prima. Da notare che già il giorno prima, il 09.08, la donna si era presentata in banca a porre le stesse domande, ma era stata liquidata dicendole che esiste il segreto bancario e una legge sulla privacy. La collaboratrice dell’istituto bancario vista l’insistenza dei due faceva intervenire il servizio di sicurezza della banca che procedeva al fermo dei funzionari i quali reagivano con fare stizzito manifestando una certa prepotenza come se tutto fosse dovuto. A seguito di ciò la banca faceva intervenire gli agenti della polizia giudiziaria che procedevano al fermo ed al controllo dei due”.

e.marletta

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