Una notte movimentata, quella di martedì, riporta alla luce il problema della sicurezza al Pronto Soccorso del Circolo. L’altra sera infatti una donna ha dato in escandescenza nella sala d’attesa del reparto d’emergenza di Varese, aggredendo prima verbalmente e poi fisicamente l’infermiere di turno al Triage.
Colpito con dei calci al ginocchio e alla mano, il dipendente alla fine se l’è cavata con tre giorni di prognosi, mentre la donna, visibilmente alterata al momento dell’ingresso in Pronto Soccorso, è persona già nota in reparto anche per i suoi disturbi comportamentali.
Immediato l’allarme e l’intervento delle forze dell’ordine che sono accorse subito sul posto, come pure le guardie giurate assoldate dall’Asst Sette Laghi, proprio per garantire la sicurezza sugli ospedali di Varese. Lievi le conseguenze dell’aggressione quindi e tempestiva la risposta degli agenti in servizio. Ma l’episodio riaccende comunque un campanello d’allarme sulla sicurezza in Pronto Soccorso.
«Bisogna considerare che il nostro reparto è sempre aperto, 24 ore su 24 e vi transitano ogni giorno quasi duecento persone bisognose di aiuto d’ogni tipo e con problemi diversi», ricorda il nuovo primario Saverio Chiaravalle. La questione è che episodi di aggressione più o meno violenti sono quasi fisiologici. «Anzi Varese ha un’utenza mediamente educata e di solito chi si arrabbia si limita a far valere le sue ragioni verbalmente senza passare il limite dell’aggressione fisica, che però può sempre capitare – continua il direttore di reparto -. È successo l’altra notte ed è capitato anche in passato, se pur non di frequente».
Una questione da non sottovalutare, soprattutto per la sicurezza degli infermieri che sono sempre in prima linea al triage, per accogliere i pazienti a qualsiasi ora: «Di fatto, in mancanza di un agente fisicamente sempre presente all’ingresso del reparto, gli infermieri sono allo sbaraglio – dice Chiaravalle – non possono mai sapere chi gli capiterà davanti».
Qualche anno fa uno dei vigilanti assunti dall’Ospedale per garantire la sicurezza del presidio, era in pianta stabile al Pronto soccorso. Ora non è più così, le guardie girano per tutto l’ospedale di Circolo, vecchi e nuovi padiglioni, spingendosi fino al Del Ponte in piazza Biroldi. Mentre il posto di polizia del pronto soccorso è presidiato solo in orari da ufficio.
«Magari ci sarebbe bisogno di maggiore sorveglianza, soprattutto di notte, quando c’è meno sorveglianza – propone Chiaravalle -. Senza enfatizzare l’episodio, che è stato comunque lieve nelle conseguenze e ha visto la pronta reazione delle Forze dell’ordine, bisognerebbe però riflettere serenamente sulle misure di sicurezza più adeguate per il pronto soccorso».













