Tagliati i vitalizi agli ex Ma Ncd lascia il consiglio

Tagliati i vitalizi agli ex
Ma Ncd lascia il consiglio

Ieri pomeriggio il Consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza la legge che riduce in media del 10% l’assegno vitalizio per gli ex consiglieri regionali e rivede l’età pensionabile che passa da 60 a 65 anni. Tutti favorevoli tranne il Movimento 5 Stelle che si è astenuto e Ncd che ha deciso di non partecipare al voto. «Clamorosa» la defezione degli alleati secondo Luca Marsico (Forza Italia).

«Abbiamo assistito ad uno sfaldamento della maggioranza – spiega Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd – Ncd ha deciso di sfilarsi dalla discussione, ma ancor più imbarazzante è l’atteggiamento del M5S che, ancora una volta, ha preferito astenersi per differenziarsi ed eventualmente tutelarsi dai possibili ricorsi».

Eppure per Alfieri il voto di ieri è «l’ultimo tassello di una riforma partita a fine 2011, cancellando il vitalizio dei consiglieri in carica, con un lungo lavoro iniziato a seguito di un nostro ordine del giorno approvato nel giugno del 2013».

Il risparmio annuo previsto con la nuova disciplina ammonta a circa 700 mila euro. Nonostante l’assenza in aula del suo partito, Ncd, il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo rivendica il risultato che «chiude una pagina che ci ha tenuti impegnati per vari mesi», affermando: «Abbiamo fatto quello che era giusto fare per dare un segnale di sobrietà, dopo aver già ridotto significativamente gli emolumenti dei consiglieri e le spese dei gruppi. Ora mi auguro si possa tornare a parlare di quello che fa il Consiglio, dell’efficacia delle sue politiche, dei provvedimenti per i cittadini. Di contenuti, oltre che di costi». Rivendica una «vittoria» anche il Movimento Cinque Stelle, che ha votato contro. «Più che un taglio, ai vitalizi è stato effettuato un rammendo che non risolve il costoso problema dei privilegi, che costa alle casse lombarde 7 milioni di euro l’anno – spiegano i grillini lombardi – noi abbiamo chiesto l’abolizione totale dei vitalizi o per lo meno la loro rimodulazione su base contributiva come per le pensioni. Si tratta in ogni caso di un primo passo importante, anche se insufficiente, che dimostra come anche dall’opposizione il M5S riesca a cambiare le cose».

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