Come un’immensa tela bianca che aspetta da un anno di essere dipinta: un muro lungo oltre sette metri e alto due, fresco di intonaco e ben visibile dalla via Pergine, la strada principale del rione, a segnalare l’ingresso della scuola media Don Rimoldi.Ma quel muro nessuno lo imbratta, per rispetto: «Negli anni ’80, con i miei studenti abbiamo realizzato qui un murales che li raffigurava, danzanti, stilizzati e colorati. Ma ormai il dipinto era sbiadito – racconta , ex insegnante di Storia dell’arte alle medie di San Fermo, oggi nota organizzatrice del Premio Chiara – Così l’anno scorso l’ho fatto coprire solo per ridisegnarlo di nuovo, assieme ai ragazzi del Liceo Artistico Frattini e con alcuni ex alunni dell’epoca che sono riuscita a ricontattare. Aspettiamo
solo che ricominci la scuola e che il meteo ci regali qualche giorno di fila di bel tempo». I colori erano già stati acquistati e in primavera si sarebbe dovuto procedere, ma la morte dell’artista e professore Piero Cicoli, coinvolto nel progetto, ha reso necessario un rinvio. «Oggi come allora il quartiere merita il suo biglietto da visita», afferma la Lazzati. «I ragazzi del dipinto sono come quelli di oggi: capelli lunghi, creste, chitarre». Sullo sfondo, il cielo e i palazzoni, come quelli di San Fermo e un pavimento a scacchiera che rappresenta il futuro, incerto, da giocare. Ragazzi liberi e felici, in un girotondo festoso davanti a scuola, nonostante le tensioni sociali che anche oggi in questo quartiere popolare, si sentono più che altrove.













