«Da Maroni silenzio assordante»

La quiete va salvata: Alessandro Alfieri punta il dito contro la Regione Lombardia: servono soluzioni

«Da Maroni un silenzio assordante sulla vicenda della Quiete. Da varesino, il presidente della Regione dovrebbe far sentire la sua voce». Alessandro Alfieri, segretario del Pd lombardo e consigliere regionale, critica la mancanza di una forte presa di posizione da parte del governatore sul fallimento della storica clinica varesina.

La Quiete rappresenta un importante patrimonio per la città di Varese. Motivo per cui la situazione che si è creata negli ultimi tempi, a causa della gestione dell’attuale gruppo che dirige la clinica, sta creando molta apprensione. Inutile riassumere per l’ennesima volta quale valore abbia la struttura per Varese e come sia importante mantenerla aperta. Adesso occorre muoversi. Ed è su questo punto che insiste Alfieri, chiedendo che l’istituzione più alta, ovvero la Regione, prenda in mano la questione e trovi una soluzione.

Sono rimasto colpito dal silenzio assordante di chi guida Regione Lombardia, ovvero Roberto Maroni, che essendo di Varese dovrebbe essere interessato a trovare una soluzione per una struttura importante come quella della Quiete. In casi analoghi, seppur con maggiori problemi, ovvero il San Raffaele e la Maugeri, la Regione era scesa in campo.

Si tratta di enti privati, ma svolgono un importante servizio pubblico nel sistema sanitario regionale. Come nei due casi citati prima, quando ci sono state situazioni di emergenza e di pericolo per gli operatori sanitari, sono state messe in campo diverse risorse. La Regione può intervenire in diversi modi, anche creando le condizioni per cui un soggetto privato si faccia avanti per rilevare l’attività e garantire la continuità del servizio.

Esatto. Ho già preparato un’interrogazione per chiedere a Maroni cosa intenda fare per cercare di salvare la Quiete e tutelare i posti di lavoro. Noi, come opposizione, ci muoveremo con un atto di sindacato ispettivo.

Ci stiamo muovendo in sinergia con lui. Galimberti si è interessato da subito della situazione. Ma rimane il fatto che è la Regione, essendo l’ente istituzionale più alto ed avendo dirette competenze sulla Sanità, che può veramente fare qualcosa.


Ho veramente difficoltà a spiegarmelo.

Sicuramente, come dicevo, so che il sindaco si è interessato, porteremo avanti insieme l’iniziativa. Il sostegno può funzionare nel momento in cui collaborano le diverse istituzioni. E la Regione, oltre ad essere quella più importante, ha i mezzi e la competenza per organizzare il servizio sanitario regionale.


Sicuramente ci sono stati problemi di malagestione. Ma non posso non far notare come chi ha una responsabilità istituzionale non può lavarsi le mani di fronte a questi problemi, deve fare di tutto per cercare di salvare una realtà come quella della Quiete, di grande importanza per Varese e i suoi abitanti.