– Collegamenti ferroviari transfrontalieri, la provincia di Varese si avvicina a grandi passi alla Svizzera e all’Alptransit. «Manca solo l’ultima ciliegina – fa notare Costante Portatadino, vicepresidente dell’associazione transfrontaliera Alta Capacità Gottardo – adeguare le stazioni di Varese. Se non lo si fa, Varese rischia di perdere un’occasione straordinaria». Ma l’assessore Fabio Binelli ammette: «Servono le risorse per finanziare l’accordo di programma». Il convegno organizzato ieri mattina alle Ville Ponti da Acg e Aldai (Associazione lombarda dirigenti aziende industriali) è stata l’occasione per fare il punto della situazione rispetto alle opere infrastrutturali al di qua del confine in previsione dell’attivazione delle gallerie di base dell’Alptransit in Svizzera.
Martedì verrà siglato il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e Rfi per l’attivazione di 30,3 milioni di opere (di cui dieci stanziati dalla Regione e 20,3 da Rfi) per l’eliminazione di 15 dei 35 passaggi a livello sulle linee Luino-Gallarate e Luino-Sesto Calende che saranno oggetto dell’intervento di riqualificazione da 120 milioni di euro finanziato dalla Confederazione elvetica. «Risorse che gli svizzeri investono per una loro logica – sottolinea il direttore territoriale di Rfi, Giorgio Botti – A fronte di quei 120 milioni per le nuove sagome delle gallerie, Rfi ha attivato ulteriori investimenti per 50 milioni, dai passaggi a livello all’accessibilità e al decoro delle stazioni di Laveno e Luino». Ma l’attenzione del convegno si è subito allargata a quello che il presidente di Camera di Commercio Renato Scapolan definisce come il «disegno complessivo di sviluppo infrastrutturale e di collegamento Italia-Svizzera, oggetto della nostra massima attenzione».
A partire dalla «necessità che si concretizzi finalmente il progetto della Lugano-Varese-Malpensa attraverso la realizzazione del raccordo Arcisate-Stabio». Lo chiede anche Adriano Cavadini, di Acg Svizzera: «Tutti aspettiamo che la parte italiana completi questa benedetta Arcisate-Stabio. Oggi nella parte svizzera è già ben utilizzata, anche se monca». Su questo fronte finalmente arrivano notizie confortanti, visto che Valeria Chinaglia di Regione Lombardia fa notare che «i lavori sono ripresi con regolarità, incluso lo scavo in galleria. Abbiamo ragionevoli certezze che i tempi stabiliti, con la conclusione dell’opera a fine 2017, possano essere rispettati». A quel punto, come sottolinea Eugenio Muzio di Aldai, «con il
corridoio di Luino, la Arcisate-Stabio e la Chiasso-Milano Smistamento, quest’area diventerà la regione leader nel trasporto su ferro». Ecco che però mancherebbe quella che Costante Portatadino, vicepresidente di Acg Italiana, definisce «l’ultima ciliegina». Vale a dire «adeguare le stazioni di Varese». Condizione necessaria per «creare collegamenti di alto livello tra Varese, Como e Lugano, che aprirebbero grandi opportunità per il territorio». Perché, invoca Portatadino, «la sfida non può essere solo mitigare gli interventi infrastrutturali, ma anche cogliere le opportunità per incrementare l’attrattività economica, manifatturiera e logistica» del territorio. «Se Varese non si adegua, perde un’occasione straordinaria» afferma il numero due di Acg.
ervono investimenti
In platea c’è Fabio Binelli, assessore all’urbanistica della Città Giardino, che commenta così: «La condizione di isolamento di Varese è cosa nota, ma anche quando sarà attivata la Arcisate-Stabio il problema non sarà risolto, perché la tratta ferroviaria Varese-Induno sarà ancora ad una sola corsia». Servono nuovi investimenti per Varese: «L’accordo di programma sull’unificazione delle stazioni prevedeva risorse dallo sviluppo urbanistico, che oggi non sono più realisticamente possibili in un momento di crisi dell’edilizia. Come è accaduto per piazza Repubblica, occorrono finanziamenti per dare una spinta all’attuazione dei progetti».













