VARESE Sono trascorsi due mesi e nove giorni dalla semifinale di ritorno dei playoff per la serie A giocata col Padova al Franco Ossola. Il Varese, dopo essersi ampiamente rinnovato durante l’estate, è pronto ad aprire una nuova stagione. Questa sera si torna, infatti, a far sul serio nel debutto ufficiale con l’Avellino. In palio c’è il passaggio al terzo turno di Coppa Italia, previsto già per domenica prossima: chi avrà la meglio nella sfida di Masnago se la dovrà vedere con la vincente di Bari-Spezia, in programma questa sera alle 20.45.L’impegno è già senza appello: o dentro o fuori. Benito Carbone, tecnico dei biancorossi che festeggia oggi il quarantesimo compleanno, sa che il Varese non può sbagliare la prima partita vera di un’annata che si annuncia intensa. Dunque, l’attenzione e la concentrazione sono ai massimi livelli all’interno di un gruppo che è profondamente cambiato rispetto alla passata stagione.Il 4-4-2, consolidato credo tattico di Beppe Sannino, è stato soppiantato dal 4-2-3-1, uno dei moduli preferiti da Carbone, insieme al 4-3-3. Sia pur con una pelle nuova e una differente fisionomia di gioco, il Varese ha l’obbligo di rimanere fedele alla propria anima indomabile, fatta di grinta, carattere e spirito di sacrificio. Le caratteristiche che hanno permesso l’imperiosa scalata dei minatori di Sannino dall’ultimo posto della Secondo divisione fino alle soglie della serie A devono animare anche il ciclo targato Carbone.È l’indole che conta e fa la differenza: Varese lo ha recepito proprio durante le eroiche stagioni in cui i biancorossi sono riusciti a lottare alla pari con avversari dotati di risorse economiche ben più rilevanti, rivali quotati che si affacciavano, di volta in volta, ai vari campionati accarezzati dai favori del pronostico. Anche Carbone è consapevole di come sia fondamentale l’approccio mentale: durante la preparazione estiva
il tecnico calabrese ha lavorato molto proprio sull’aspetto psicologico.La partita di coppa Italia con l’Avellino rappresenta, quindi, un significativo test per capire se anche il nuovo Varese dispone di quella forza interiore che è stata l’arma migliore nei tre esaltanti tornei appena trascorsi. Esattamente un anno fa, la squadra biancorossa aveva offerto un ottimo biglietto da visita, battendo 3-1 il Como al Sinigaglia. Fu l’inizio di un cammino sorprendente, in cui le riserve di Sannino rischiarono di far fuori il Catania al Massimino.Nell’Avellino milita una nostra conoscenza, Lucas Correa. Gli irpini, allenati da Salvatore Vullo, si stanno preparando al campionato di Prima divisione e sembrano godere di un’ottima forma. Il 3-0 raccolto sul campo del Portogruaro, eliminato dalla Coppa Italia una settimana fa, è un buon biglietto da visita.Nella rifinitura di ieri sera, Carbone ha fatto le prove generali in vista dell’appuntamento. La situazione è di emergenza: tanti giocatori sono ai box per motivi fisici, burocratici (Grillo non ha ancora il transfert: strano) o disciplinari (De Luca deve scontare una squalifica che si porta appresso dall’anno scorso). Il 4-2-3-1 è confermato, ma gli interpreti si discostano dalla formazione-tipo provata finora. Soffre soprattutto la difesa, che potrebbe essere rivoluzionata: senza Terlizzi, il cui debutto in biancorosso è stato rimandato, davanti al portiere Moreau dovrebbero schierarsi da destra Camisa, Troest (in dubbio: pronto Carrieri), Figliomeni e Cacciatore. Quindi i mediani Corti e Kurtic, una delle poche vere certezze di questa preseason, e i trequartisti Nadarevic e Neto Pereira, affiancati dal razzente Cazzola, complice l’indisponibilità dell’acciaccato Carrozza. Comunque un bel trio, già ammirato a Chatillon. Sosterrà l’unica punta Eusepi.In campo:Varese 1910 – Moreau, Cacciatore, Figliomeni, Troest, Camisa, Corti, Kurtic, Nadarevic, Neto Pereira, Cazzola, Eusepi. All. Carbone. Avellino: Fumagalli, De Gol, Porcaro, Cardinale, Calvalese, Millesi, D’Angelo, Correa, Herrera, De Angelis, Lasagna. All. Vullo
Filippo Brusa
s.bartolini
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