Più code che shopping: si parte piano

Più code che shopping: si parte piano
Ieri primo atto delle festività dell’Immacolata: pienone in centro, traffico sulle vie Volta e Manzoni. Esaurito il park delle Corti, rallentano le uscite nell’ora di punta. Commercianti soddisfatti a metà

– Traffico, persino code e parcheggi pieni. Ma è stato un fuoco di paglia: nei negozi del centro si entra solo a guardare, per ora. È questa la tendenza che ha espresso il sabato del lungo weekend dell’Immacolata, primo fine settimana di dicembre e prova generale sul fronte dello shopping prenatalizio. Fin dalla tarda mattinata di ieri, Varese è stata interessata da un afflusso

di persone superiore al consueto ed in linea con i parametri degli scorsi anni nello stesso periodo, almeno a detta di alcuni commercianti intervistati. Le presenze, però, non fanno necessariamente incassi.L’aspetto su cui hanno influito è stato certamente la viabilità: nel tardo pomeriggio di ieri si segnalava traffico intenso lungo le arterie principali (via Volta e via Manzoni, per esempio), senza però causare particolari disagi.

Sullo stesso fronte, la giornata appena trascorsa fungeva anche da riscontro per l’area di piazza della Repubblica dopo la riapertura di via Spinelli, valvola di sfogo risultata certamente decisiva al non verificarsi di intoppi più gravi nella circolazione.
Ancora chiusa, invece, l’uscita sulla stessa via dal parcheggio del Centro Commerciale Le Corti, preso d’assalto a tal punto da veder esaurire quasi tre piani adibiti alla sosta sia al mattino che verso sera.
I tempi di attesa sull’unica rampa di deflusso disponibile sono aumentati con il passare delle ore, senza raggiungere – tuttavia – proporzioni bibliche: in tal senso ha aiutato il lavoro di alcuni addetti che hanno cercato di indirizzare le macchine in uscita coordinandosi con i tempi semaforici ed evitando agli utenti di fermarsi a validare lo scontrino del parcheggio, accorgimento che ha permesso di risparmiare parecchi minuti di coda. Una certa confusione, invece, è stata creata dagli stessi automobilisti, o almeno da quelli che – contravvenendo all’obbligo di proseguire dritti una volta usciti dall’autosilo – hanno cercato di svoltare a sinistra in direzione centro, bloccando il regolare scorrimento.
Tornando agli stretti risultati commerciali, nella “guerra” tra negozi e mercatini gli unici a fare vera festa sono stati i punti vendita delle grandi catene, ormai schiacciante maggioranza in corso Matteotti e non solo.
Hanno spiccato, in particolare, le rivendite di intimo e di oggetti tecnologici: sembra che l’idea regalo più gettonata (per sé o per gli altri) sia anche quest’anno il merchandising legato ai telefoni cellulari, un must dell’indispensabilità per varesini e non.

In generale, la gente si è soprattutto informata sui prezzi e si è fatta un’idea per tornare; chi ha comprato lo ha fatto curandosi, come sempre, di non alleggerire troppo il portafoglio: se il numero degli scontrini battuti non ha poi così scontentato certi negozianti, il loro valore complessivo non li ha fatti di sicuro sorridere.
Chi si è posto davvero pochi problemi, “addobbandosi” di sacchetti e confezioni, sono stati ancora una volta gli stranieri, gli unici arrivati ad appagare la soddisfazione dei commercianti cittadini.
E la sorpresa è stata quella di certificare anche presenze diverse dai “soliti” svizzeri, che di certo non hanno rinunciato alla classica puntata oltre confine: i titolari di alcuni esercizi hanno confidato di aver servito clienti provenienti dal Regno Unito e persino da Australia e Giappone.

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