«Più vigilanza in centro Varese, fino a Capodanno». La notizia è stata data dall’assessore ieri sera, durante la commissione sicurezza convocata a seguito dei furti verificatesi nelle ultime settimane. «Durante il giorno le pattuglie sono in giro, soprattutto in centro – dice Piatti – Verranno aumentate di numero fino a Capodanno per contrastare il fenomeno dei furti, la questua e aiutare nella gestione del traffico».
Purtroppo, però, di notte i vigili non escono. Le risorse non ci sono. «Abbiamo partecipato a bandi che prevedono il pagamento di straordinari per monitorare la velocità, ma che non sono indirizzati alla prevenzione dei furti» spiega l’assessore, che precisa anche che, fino a qualche anno fa, gli agenti erano 102, mentre adesso sono 86 (di cui circa 60 «sguinzagliati» sul territorio). , consigliere di Movimento Libero, suggerisce di coinvolgere l’università dell’Insubria per ideare qualche strumento informatico nuovo per tenere sotto controllo la città e favorire l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.
E le telecamere? Servono o non servono? «In questi anni hanno portato buoni risultati: moltissimi responsabili dei furti sono stati individuati grazie al numero di targa e alla fisionomia – commenta Piatti – E questo nonostante il nostro non sia un sistema di videosorveglianza che riesce a ingrandire la foto a livello impeccabile».
Dopo le vacanze di Natale il prefetto ha convocato il tavolo di ordine e sicurezza pubblica, sul tema dei furti in abitazioni in tutto il territorio provinciale. L’incontro non è stato messo in agenda alla luce degli ultimi furti, ma è un appuntamento fisso alla fine dell’anno.
Per quanto riguarda il numero di furti, si registra una crescita in tutta la provincia, ma il dato potrebbe essere falsato dal fatto che adesso si fa denuncia per tutto – anche per un rimmel rubato in una profumeria – mentre una volta si “consegnavano” alle forze dell’ordine solo i fatti più gravi. Va sottolineato che, malgrado ci sia una crescita di furti, Varese si mantiene sotto la media della provincia.
Durante la riunione si è toccato il tema del coinvolgimento dei cittadini che – con incontri ad hoc – dovrebbero essere sensibilizzati a dare sempre l’allarme, ogni volta che vedono qualcosa di anomalo. Un comportamento civico che si può attuare anche senza le tanto discusse ronde.













