Il futuro di Villa Mylius entra nel pieno del dibattito politico. Ad affrontare la questione è il sindaco, che ha sottolineato come il progetto dell’Accademia del Gusto della Fondazione Marchesi andrà avanti, ma solo se ci saranno delle modifiche per avere maggiori ricadute positive per la città. Non un “Sì” indiscriminato, quindi, ma il tentativo di non perdere un’occasione per Varese, lavorando però per migliorarne i benefici. «Se la scelta fosse dipesa esclusivamente da noi – spiega Galimberti – prima di imbarcarci in questa situazione, ci avremmo pensato non una, ma cento volte. È altrettanto ovvio che ci troviamo una convenzione e un accordo di programma già sottoscritti e non possiamo far finta di niente. La richiesta avanzata a Marchesi è quella di integrare la convenzione per far sì che ci siano ulteriori ricadute positive per la città di Varese. Ci siamo quindi aggiornati al 19 ottobre proprio per vedere la possibilità di effettuare questi miglioramenti. Il nostro è l’atteggiamento responsabile di un’amministrazione che segue come obiettivo il buon governo a favore dei cittadini». Tra i miglioramenti ci sarebbe soprattutto il tentativo di fare in modo che le attività siano maggiormente fruibili al pubblico. In un primo incontro tra la giunta e la
Fondazione Marchesi sembrerebbe che sulle richieste ci sia un buon margine di lavoro. Non tutti sono però d’accordo nell’andare avanti. In particolare, il vicesindaco , portavoce del Comitato Varese2.0, è contrario al progetto. «Mi sembra, come ho già ribadito, che l’Accademia del Gusto non abbia finalità molto chiare – dice Zanzi – inoltre il fatto che l’apporto dei privati, su oltre 6 milioni di costo, sia solo di 500mila euro, mi lascia perplesso. La villa ha sicuramente bisogno di essere sistemata e valorizzata, ma il progetto che prevede trasformazioni permanenti, come la realizzazione di cucine, fa nascere molti dubbi. Ne dobbiamo chiaramente discutere, ma la mia posizione rimane di forte perplessità». E Zanzi sottolinea anche come «le modalità operative non appaiono confacenti alle aspettative della città». Il problema riguarda il fatto che i finanziamenti della Regione sono vincolati alla convenzione con la Fondazione Marchesi. Di conseguenza, se saltasse il progetto, la città perderebbe i fondi per Villa Mylius. L’amministrazione ha, in sostanza, ereditato questa situazione e sta cercando in tutti i modi di volgerla a favore della cittadinanza.Tra circa due settimane si potrà avere il responso definitivo. La giunta si trova a dover giocare una partita delicata.













