VARESE È la prima volta, da tre anni a questa parte, che il Varese comincia un campionato con più incognite che certezze. Non che questo sia in sé un male: il calcio, come la vita, è fatto di cicli. E quando se ne chiude uno è bene serrarsi la porta alle spalle, per evitare che gli spifferi del passato rovinino tutto.
Questo ha fatto la dirigenza nell’estate della rivoluzione copernicana: via otto undicesimi della formazione titolare, via allenatore e direttore sportivo. Si ricomincia da capo con uomini, modulo, ambiente. L’unico legame col tramonto dell’era Sannino è la categoria: quella serie B che somiglia sempre più a una A2, come ha confermato la partita inaugurale Sampdoria-Padova.
Si riparte da Bari, altra analogia con l’ultima stagione: un anno fa esatto si debuttò vincendo a Torino, il San Nicola è se possibile più astronave dell’Olimpico e anche qui il pronostico è sfacciatamente favorevole ai pugliesi. La vittoria del Varese è data a 4 da BetClic, a 4,55 da Bwin, a 5 da Snai: quote altissime, che varrebbero una scommessina da dieci euro, così giusto per sfizio se non per fede.
Il Bari è favorito perchè è una grande, vuole risalire in A, gioca nel suo stadio ed è fatto di gente più consapevole dei propri mezzi. Il Varese, in tutto questo, paga dazio. Non è economicamente una big, anche se spera di far parlare ancora il campo; non mira in alto, perchè l’obiettivo è la salvezza; è un cantiere quanto i galletti, che hanno cambiato moltissimo dopo una dolorosa retrocessione, ma non ha il pedigree degli illustri rivali. Totale: più che un esame tecnico, sarà una prova d’amore. Vogliamo vedere una squadra orgogliosa e lottatrice: vogliamo cuori attaccati alla maglia per 90′ e maglie attaccate ai cuori alla fine, perchè s’è speso tutto e il sudore ne ha fatto una seconda pelle. È una delle due condizioni alle quali il Bari è affrontabile e battibile.
L’altra è tecnica: servono gli uomini giusti. Partendo da un assioma semplicissimo: qualunque sia lo schema, deve prevedere il tiro in porta. In attesa del centravanti-messia, in questo gruppo gli unici in grado di fare bingo sono, secondo logica e curriculum, Carrozza – quando considera l’ipotesi di tirare – e De Luca – a ogni pallone che tocca, perchè lui è così. Carbone non ha svelato la formazione iniziale, ma il modulo sì: salvo bluff sarà ancora 4-2-3-1 e i ballottaggi si riducono a due ruoli, per l’appunto esterno alto e punta avanzata.
Nel primo spot, dando per scontato che inizi la partita Nadarevic, l’uomo più in forma, è duello Carrozza-Zecchin, col salentino favorito e il veneto pronto a subentrare. L’altra scelta è tra Cellini e De Luca: daremmo volentieri una chance al bomber toscano, reduce da un’annata disgraziata e candidato a cambiare casacca entro fine mercato (su di lui Cremonese, Perugia e, voce dell’ultim’ora, proprio il Bari), ma non rinunceremmo mai al killer instinct della Zanzara del Montello, uno che a vent’anni potrebbe insegnare motivazioni all’università. Ha il gol nel sangue e andrà a nozze se i pugliesi, verosimilmente aggressivi, si esporranno al contropiede.
Non ci saranno gli squalificati Carrieri, Cazzola ed Eusepi, gli infortunati Terlizzi e Momentè e anche Armenise, barese doc accantonato dalla società in attesa del trasferimento (il che assottiglia pericolosamente i ricambi in difesa, carenza già pagata con l’Avellino).
Di fronte c’è un avversario probabilmente più forte di nome che di fatto, pure scosso da inquietudini profonde. Sul piano tecnico il Bari è, col Varese, l’unica società di B che deve ancora completare l’attacco titolare: sfumato Mastronunzio, cerca Ardemagni e De Paula, ma al momento deve accontentarsi di Caputo, Marotta e Forestieri, bravi sì ma non proprio fenomeni. Pericolosi pure l’esperto Donati e gli esterni di centrocampo Rivaldo e Kopunek. C’è qualche gabola di spogliatoio: vedi la rissa costata l’infortunio al braccio di Crescenzi e la messa al bando di Masiello. Considerate le assenze (squalificati il nostro caro Dos Santos e Ceppitelli), Torrente – al debutto in B come Benny Carbone – deve inventare la difesa, dove schiererà i ventenni esordienti Masi e Sini. Morale: galletti buoni ma ancora in embrione, c’è margine per provarci.
È la prima giornata e non darà verdetti inappellabili: l’importante è saper leggere tra le righe di quel che si vedrà, perchè – abbandonata malamente la Coppa Italia – sarà il primo vero test da non sbagliare. Scopriremo se i vecchi hanno ancora il sacro fuoco e se i nuovi l’hanno lasciato attecchire. Un’altra partita floscia indurrebbe a temere che, oltre al centravanti, a questo gruppo manchi qualcos’altro di non tecnico, quindi non acquistabile.
Di converso, un risultato positivo sarebbe manna per tutti: in particolare per Carbone, inevitabilmente sotto esame, anche se lui ostenta serenità.
Poi, comunque sia andata, sarà già tempo di pensare al domani. Martedì c’è il Crotone a Masnago e mercoledì chiude il mercato. È ora di quagliare per il goleador: Milanese assicura che la fumata bianca arriverà lunedì o martedì. Ormai accasati Altinier (Benevento) e Mastronunzio (Spezia), troppo cari Cacia e Paolucci, in convalescenza Succi, restano in piedi tre opzioni: Bogdani del Cesena, il preferito dell’uomo mercato biancorosso, Budan del Palermo, da tempo in agenda, e l’atalantino Tiribocchi, difficile però da convincere. Chiunque sia, costerà tanto: ma è un investimento assolutamente necessario, se ci si vuole salvare.
Stefano Affolti
e.marletta
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