Malerba contro la questua: «Legalità primo obiettivo»

Il manifesto - Il candidato sindaco porta la Lega Civica in piazza. Morello: «Vigili e questura collaborino di più»

– In largo Flaiano sono praticamente onnipresenti. E così in via Gasparotto, alla confluenza con viale Europa. E che dire di via Staurenghi, via Parravicini, piazza della Repubblica? Non mancano mai persino nei luoghi simbolo delle istituzioni: al parcheggio di via Verdi – un passo da Palazzo Estense – stazionano perennemente, in via Caracciolo – poco lontano da Villa Baragiola – l’aiuola vicino al semaforo reca il solco del loro passeggio perpetuo. Scriviamo dei mendicanti e degli accattoni che popolano gli incroci stradali a Varese: non basterebbe un intero articolo di giornale a elencare tutte le vie in cui la loro presenza – più o meno molesta – si manifesta.

, candidato sindaco per la Lega Civica, ha dedicato un nuovo passo della sua campagna elettorale proprio al problema che li riguarda: ieri, alla presenza di numerosi militanti e appartenenti ai club che stanno velocemente nascendo in città, Malerba ha dato appuntamento presso piazza Ferrucci, a Masnago, altro “storico” crocevia della questua. Il candidato ha subito centrato il punto focale: «Carità, elemosina e accattonaggio sono cose ben diverse tra loro – ha detto il presidente del Rugby Varese – La prima ha un’accezione nobile, gli altri due celano dietro la loro dimensione oggettiva lo sfruttamento delle persone: i mendicanti che troviamo ai semafori sono uomini e donne messi lì da qualcuno che li sfrutta, che lucra sui proventi. È un problema di decoro cittadino, di sicurezza e di legalità». Quali le soluzioni? «Applicare le regole già esistenti. E aggiungerne altre: alla terza segnalazione delle forze dell’ordine, per esempio, punire questi soggetti con il foglio di via obbligatorio. Poi bisogna aumentare i controlli e costituire dei tavoli di quartiere sulla sicurezza: servirebbero per discutere e monitorare anche altri problemi come lo spaccio e il bullismo, piaga che negli ultimi tempi sta prendendo troppo piede».

Dietro allo striscione «L’accattonaggio non è carità: legalità!» ieri c’era anche il vicesindaco , scudiero di Malerba nella corsa a borgomastro. «Per risolvere la questione, oltre all’applicazione di provvedimenti dissuasivi come il sequestro della merce, servono più controlli e indagini – ha affermato – Bisogna capire chi c’è dietro, chi viene a prendere queste persone alla sera: basterebbe poco. È incredibile che nel parcheggio di via Verdi, usato anche dai dipendenti comunali, tutti i giorni stazioni un mendicante vicino alla macchinetta per pagare». Una domanda per il vicesindaco a questo punto sorge spontanea: come mai l’attuale amministrazione – di cui lo stesso Morello fa parte – non è mai riuscita ad affrontare in maniera proficua il problema? La risposta è pronta e profuma molto, come normale che sia, di campagna elettorale: «Ogni assessore deve fare il suo dovere. So benissimo che ci sono tanti agenti giovani della polizia locale che si spenderebbero molto di più per combattere questa forma di schiavitù moderna: perché non glielo permettono? L’aspetto dei controlli è fondamentale e va favorita una stretta collaborazione tra i vigili e la questura: la prima realtà è una risorsa per l’altra e viceversa».