Nati per suonare

PIÙ FORTI DEI TEMPI. Alla scoperta di Record Runners, luogo senza tempo dove la Musica è sovrana

– «Abbiamo sempre creduto che il vinile fosse il futuro. Non il passato. Adesso stanno iniziando a capirlo anche le grandi etichette». E da dove può arrivare un pensiero così cristallino per chiunque ami la musica? , 58 anni, titolare del Record Runners di via Albuzzi, che da un mese è affiancato in qualità di socio da , fu tra i fondatori di Radio Varese. Radio libera, radio “clandestina”, una di quelle cose che nell’immaginario di noi “ragazzi” degli anni Settanta ha

lo stesso sapore esotico che un “we” (lo dicono e lo scrivono proprio così) a Londra «tanto per fare un po’ di shopping» ha per gli odierni adolescenti. Uno così, che respira note per professione dal 1976, di musica inevitabilmente ne capisce. «Amo il rock, sono un rockettaro, certo ma in realtà ascolto e apprezzo diversi generi. Il jazz, ad esempio» spiega Bruno. Che poi ricorda uno dei numerosi programmi condotti in radio: The musical box, e signori stiamo parlando dei Genesis.

Attraverso la radio, Bruno inizia a collaborare con La Casa del Disco «vecchia gestione, quando il negozio era ancora in via Medaglie d’oro» spiega. Prima si tratta di una collaborazione “pubblicitaria”: il negozio forniva i dischi che lui suonava in radio. Poi il rapporto diventa sempre più stretto e Bruno viene assunto nello storico negozio.
A fine anni Ottanta la collaborazione si interrompe. Motivi personali: «Ho deciso di seguire la mia grande passione per la barca a vela. E sono partito». Vento e correnti lo hanno portato «ovunque», spiega con un sorriso. Patagonia, Mediterraneo, Scozia, Israele e, certo, non poteva mancare una traversata atlantica.
È il 1999 quando torna a Varese. «Per amore. E a quel punto dovevo trovare un lavoro e ho ripreso in mano ciò che so fare». La musica.
Il Record Runners è il sogno di qualunque appassionato: centinaia di vinili, con pezzi unici e da collezione e edizioni limitate e ancora altro, Dvd musicali e cd. Ma il vinile è prevalente, ovviamente. C’è tutto ciò che ci deve essere in un negozio dove la musica si ama: «Amo i cantautori americani – spiega ancora Bruno.- Joni Mitchel è una mia grande passione, Tom Waits. E poi Bruce Springsteen. Ancora oggi sono un punto di riferimento per gli storici appassionati varesini del Boss».

Si dice che il mercato musicale sia in punto di morte: «Internet unito alla politica delle grandi etichette rappresentano una concorrenza importante» ammette Bruno. Eppure il Record Runners da 15 anni è lì. Qual è il segreto? «La coerenza, ad esempio – spiega Bruno – Io ho rifiutato di entrare nel circuito Amazon, ad esempio. Inutile dire che questo sistema uccide negozi come questo se poi entro a farne parte».
Coerenza, dunque. «E competenza, cultura – spiega Bruno – Capacità di consigliare il pubblico, di fargli scoprire nuove cose. Poi grande attenzione a ciò che si propone: a breve partire per due settimane. Andremo in Germania per incontrare alcuni fornitori. Attenzione alla qualità. E una sala d’ascolto a disposizione dei nostri clienti».
Sala d’ascolto con amplificatori a valvole artigianali. Prima di farci un giro non vi sarete resi conto di non aver mai davvero ascoltato (e sentito) un disco. E da una cultura così nasce la speranza. «Abbiamo un pubblico eterogeneo – conclude Bruno – Il ventenne (illuminato, aggiungiamo noi) che scopre i Pink Floyd o i Led Zeppelin su Youtube, poi arriva qui alla ricerca del disco». E per fortuna.