In un periodo in cui assistiamo con molto sconcerto all’innalzamento di nuovi muri all’interno dell’Europa, questa mostra, che ci fa vedere che un muro non si abbatte in un giorno solo, è più attuale che mai. Abbattere dei muri è stato anche il mio intento con la creazione di un gruppo di lavoro formato da 12 studenti del primo, secondo e terzo anno del corso di tedesco. In vari anni di esperienza di insegnamento ho imparato ad apprezzare sempre di più l’energia che nasce dal gruppo, ho capito quanti benefici gli alunni possano trarre da un lavoro svolto in squadra dove l’insegnante ha soprattutto il compito di guidare le forze che emergono quasi da sole. Quando mi trovo di fronte a ragazzi che hanno intrapreso il percorso universitario e si preparano a entrare nel mondo degli adulti, ho troppe volte l’impressione di avere a che fare con studenti che non si sentono veramente parte di un gruppo e purtroppo non conoscono neanche il grande potenziale che hanno dentro di sé. Manca loro l’energia, la curiosità e la voglia di esplorare. Un percorso di studi non può però fare a meno di tutto questo. L’apprendimento raramente si svolge all’interno dei nostri muri, in cui ci sentiamo protetti e circondati da ciò che è conosciuto e
rassicurante, ma avviene proprio quando usciamo dal nostro guscio ed esploriamo lo sconosciuto. Ed ecco che il coinvolgimento attivo nell’organizzazione della mostra ha permesso agli studenti di esplorare ciò che è al di là dei muri che li circondano. Hanno avuto modo di contattare il mondo “vero”, di scrivere testi non per i propri docenti, ma per destinatari concreti: giornali, siti web, scuole, insegnanti e compagni di studio. Hanno sperimentato una nuova libertà, accompagnata da più ampie responsabilità e sicuramente anche da più incertezze; si sono spinti al di là dei propri muri, ne hanno incontrati altri, alcuni prevedibili, altri del tutto inaspettati, e abbatterli o superarli non sempre è stato facile o possibile. Ma hanno capito anche che la soddisfazione di avercela fatta è tanto più intensa quanto più grande è l’ostacolo superato. Sono molto orgogliosa del percorso che i “miei “ ragazzi stanno facendo con la collaborazione a questo progetto. I risultati, anche per quanto riguarda i contenuti didattici che alla SSML vogliamo trasmettere ai futuri mediatori linguistici, sono per me più che soddisfacenti. Ma soprattutto mi rende felice vedere che le energie che sembravano non esserci nei nostri studenti invece ci sono, eccome, e aspettano solo di essere liberate e accompagnate da noi docenti in un percorso di crescita scolastica e umana.













