Sta facendo il giro del mondo la fotografia della Tour Eiffel illuminata di nero, giallo e rosso, i colori della bandiera belga. I tragici attentati di martedì a Bruxelles hanno bruscamente riaperto una ferita ancora fresca per i parigini e per tutti i francesi, ancora scossi dagli attacchi terroristici del 13 novembre 2015.
A Parigi si trova in questi giorni , ex addetto stampa del Varese Calcio (ora lavora per una scuola internazionale di lingue). «Sono arrivato a Parigi proprio poche ore dopo l’attentato di Bruxelles – racconta Ferrè – Per le strade non si parlava d’altro. Tutti avete visto le immagini della Tour Eiffel illuminata di nero, giallo e rosso, ma anche sul municipio di Parigi erano esposte centinaia di bandiere belghe. E una bandiera del Belgio è stata issata esattamente al centro della grande ruota panoramica di Place de la Concorde». «Ma c’è una cosa che mi ha molto colpito: i parigini si stanno abituando a convivere con la paura – sottolinea Ferrè – Solo l’altro ieri, ad esempio, in città sono stati lanciati tre allarmi bomba, due sulle linee 12 e 13 della metropolitana, uno alla Gare du Nord, una delle principali stazioni ferroviarie di Parigi: quando l’altoparlante ha annunciato l’ordine di evacuare la fermata della metro per la presenza di un pacco sospetto, la gente è sfollata in un silenzio composto, senza scene di panico, come se fosse una cosa normale. Ecco, mi ha colpito questa assuefazione alla paura. Pensate a cosa sarebbe successo in Italia nella stessa situazione».
Una città ferita e blindata («Rispetto agli anni scorsi la presenza delle forze d’ordine nei quartieri “turistici” è triplicata») ma anche con la ferma volontà di continuare a vivere come se gli attentati non ci fossero mai stati: «Fuori dal Bataclan sono stati tolti tutti i fiori, i lumini e i peluche che ricordavano la strage –
dice ancora Ferrè – C’è una lettera del sindaco Anne Hidalgo che, ringraziando tutti per l’enorme vicinanza, avvisa che i fiori sono stati tolti perché la volontà è quella di andare avanti, anche nel ricordo delle vittime: Parigi deve essere più forte dei terroristi. Tant’è vero che sono stati fatti degli investimenti per ammodernare il locale».
Se i parigini hanno imparato a convivere con la paura, non si può dire altrettanto degli stranieri: «C’è stato un tracollo nel numero di persone che arrivano dall’estero a studiare francese».












