«Il canto degli Italiani, di cui oggi celebriamo il settantesimo anniversario dall’adozione come Inno nazionale della Repubblica, è uno fra i tre simboli fondamentali della nostra Repubblica Italiana assieme al Tricolore ed alla nostra Costituzione – sottolinea Luca Marsico, Consigliere Regionale in Lombardia di Forza Italia – il suo testo, ricco di valori e di spirito patrio andrebbe riscoperto nella sua totalità per poterne assaporare appieno un messaggio che, scritto nel periodo risorgimentale, è sempre attuale, profondo e capace di farci emozionare ogni volta che ne ascoltiamo la sua esecuzione. Resta, rappresentando l’Italia nel mondo, un faro per i molti connazionali emigrati all’estero nel passato e per gli italiani, anche oggi, lontani dalla loro terra natale».
Il Canto degli Italiani, conosciuto come Fratelli d’Italia, composto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847, è stato adottato ufficialmente come inno nazionale della Repubblica Italiana il 12 ottobre 1946 dal governo De Gasperi, su proposta del Ministro della Guerra, il repubblicano Cipriano Facchinetti.
Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò













