«Papa Francesco ci ha guardato e ci ha sorriso». La testimonianza è dei ragazzi del gruppo di Besozzo e di Carnago che hanno partecipato alla giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro.
Poche parole per esprimere la gioia di un incontro. Con loro ci sono anche 15 ragazzi di Masnago di età compresa tra i 18 e i 29 anni accompagnati da don. Prima di raggiungere Rio, i giovani si sono fermati qualche giorno a San Paolo.
I loro racconti descrivono l’intensità dell’esperienza che stanno vivendo. «Quando parti per un viaggio come questo non sai mai cosa capiterà di preciso – scrivono in una email – Se e quando mangerai, se dormirai in un letto o sul pavimento, come saranno le persone. Nonostante tutti questi dubbi, l’impatto con la città, con la diocesi, ma soprattutto con la parrocchia Nossa Senhora das Graças che ci ha accolto in questi giorni, non poteva essere migliore».
La magia è iniziata subito: «Già all’aeroporto, provati dalle dodici ore di volo e un considerevole ritardo, abbiamo trovato ad attenderci i volti sorridenti e gli abbracci calorosi dei volontari che ci hanno trasportato con i loro mezzi nella chiesa dove, ad aspettarci, era presente tutta la comunità – continua , il portavoce – Come Abramo alle Querce di Mamre, così il parroco, le famiglie, i ragazzi e gli anziani di questa parrocchia ci hanno aspettato “nell’ora più calda”, ci hanno preparato da mangiare, ospitati nelle loro case, guidato nella visita della città, ci hanno offerto tutto il loro amore, la loro disponibilità, la loro attenzione a ogni nostra piccola o grande esigenza, facendoci sentire come a casa».
«Siamo partiti per Sao Paulo con le parole “fate discepoli tutti i popoli”, ci spettavamo quindi di essere missionari in qualche attività di solidarietà. E così è stato per i primi venti metri di favelas, quando durante la distribuzione di beni di prima necessità siamo stati “invitati” a tornare indietro. Per il resto del tempo sono stati i nostri nuovi amici i veri missionari, facendoci riscoprire la gioia e la novità dell’essere cristiano».
E ancora: «L’esempio più chiaro di questa chiesa missionaria lo abbiamo sperimentato sabato sera alla messa del mandato per Rio, dove non si è fatta attendere la voglia di sentirsi un’unica chiesa, un unico corpo, un’unica famiglia». «Non ci sono poi molte parole per far capire il senso di queste giornate, se non “obrigado”, che in portoghese significa “grazie”».
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