Compra una moneta da 600 euro Ma l’assegno è falso

Pesa otto grammi, è tutta d’oro e costa 600 euro. E’ una sterlina coniata negli anni ’90 ed è la sola cosa vera che c’è in questa storia. Tutto il resto è una truffa.

– Per truffa è stato denunciato dagli uomini della squadra mobile della polizia di Stato un ventiseienne residente nel varesotto, con precedenti per reati contro il patrimonio, disoccupato e attualmente sottoposto a regime di sorveglianza speciale. Nell’aprile scorso il giovane è entrato in un negozio di numismatica di Varese. Si è finto un collezionista molto interessato e ha chiesto di poter vedere alcune monete perché intenzionato ad acquistare qualche pezzo. L’esercente ovviamente ha mostrato a quello che credeva essere un normale cliente i pezzi che avrebbero potuto interessarlo. E il ventiseienne ha scelto quella sterlina, definita corona gotica dai numismatici, e se l’è fatta impachettare. Al momento di saldare il conto il giovane non ha fatto una piega. Ha estratto un assegno e davanti al negoziante lo ha compilato. Ligio alle regole ha esibito, come richiesto dal commerciante, un documento di identità e il suo codice fiscale. Una performance da professionista dell’illusione: il giovane è sempre stato gentilissimo mostrando a tratti un certo

piglio da intenditore. Tutto bene? Non proprio. O meglio è andato tutto perfettamente sino a quando l’assegno non è stato mandato all’incasso. A quel punto il commerciante ha avuto una comunicazione piuttosto spiacevole dalla propria banca: l’assegno era falso. Un falso perfetto, ma pur sempre un falso. E quella effettuata non è stata una vendita, ma una truffa ai danni dello stesso numismatico. Che ha naturalmente subito sporto denuncia. L’assegno è stato analizzato dagli agenti della questura di Varese: quel pezzetto di carta era una perfetta riproduzione a scanner di un assegno vero. Ma per quanto ingannevole tale rimaneva: un falso. A quel punto i poliziotti hanno mostrato al commerciante un album fotografico con i volti di persone con precedenti. E il commerciante ha immediatamente riconosciuto il truffatore. A quel punto per il ventiseienne è scattata la denuncia per truffa. La moneta non è stata però recuperata: il ventiseienne potrebbe averla venduta intascando denaro vero, dopo aver pagato con un assegno falso.