«Il Sacro Monte vuole pace Basta speculazioni e caos»

«Il Sacro Monte vuole pace
Basta speculazioni e caos»

«Il Sacro Monte è un luogo di confine mentale, tra il mondo nordico, con la sua etica e il rigore, e il barocco italiano con la passionalità mediterranea».

E ancora: «Al suo ingresso, andrebbe posto un cartello: “Questo è un ambiente sacro di meditazione, non adatto al divertimento modaiolo”. Lungo il Viale delle Cappelle si ha un’emozione intellettuale, che può essere religiosa come laica, ma in ogni caso si impone la meditazione, l’interrogare il proprio io profondo».

pittore e intellettuale, amante dei luoghi da cui traspare la lezione umana e culturale del passato, va controcorrente e suggerisce di lasciare il borgo di Santa Maria del Monte così com’è: «Lasciamolo decantare il nostro monte, finalmente un po’ fuori moda, rispettiamo le sue decrepitezze di vecchio patriarca».

Magnani va ancora oltre: «Forse ha proprio bisogno di sonnecchiare per qualche anno, stanco delle controversie dei varesini alla moda in cerca di finta pace o di ambiziosi speculatori pronti a cementificare con i parcheggi o a ristrutturare monolocali pretenziosi per chissà quali turisti».

Il filosofo, docente all’università dell’Insubria, è colpito dall’assoluta identità tra natura e cultura che si percepisce nel complesso del Sacro Monte. E riflette: «Servono interventi, soprattutto servizi per i residenti, come i box per le macchine, altrimenti i giovani non ci ritorneranno mai più, anche per i prezzi decisamente proibitivi e fuori mercato delle case».

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