– Un grande uomo. Una di quelle persone all’apparenza burbere e fredde, ma allo stesso tempo generosa e carismatica. Così si vuole ricordare Leandro Tasinato alla festa dell’Unità, dedicandogli il bar della Schiranna di Varese. Figura straordinaria, esempio per i giovani volontari delle tante edizioni della festa.
«Lo ricordo con il cappello che indossava quando, girando per i tavoli tra un bicchiere di vino e l’altro, riusciva a vendere un’infinità di biglietti della lotteria», così vuole ricordarlo , l’attuale responsabile dell’evento nonché compagno di mille avventure di Leandro, scomparso all’età di 70 anni a Ferragosto 2016.
All’intitolazione del bar in suo onore, ha partecipato anche il segretario provinciale Samuele Astuti, che ha raccontato con parole di stima la sua esperienza come volontario della festa, descrivendolo come il factotum della manifestazione, pronto a dispensare consigli e dritte ai “colleghi” più giovani, sempre con un sorriso stampato sul viso. Insomma, una persona positiva, solare, che farebbe bene all’umore di chiunque, tutte caratteristiche che coincidono con la figura del leader, quello che ha rappresentato Leandro Tasinato per tutti.
Al momento della commemorazione è intervenuto anche il deputato del Pd Daniele Marantelli, che ha sottolineato la sua spiccata manualità operaia e la forte dedizione al lavoro, pronto a «sporcarsi le mani» non appena necessario, anche se si trattava di giorni di festa.
Marantelli ha concluso il suo ricordo con un pensiero profondo indirizzato ai figli e alla moglie Donatella presente in sala: «Ho conosciuto tante persone con carriere invidiabili, gente del cinema, campioni di sport, politici, ma non so se me li ricorderò, l’unica certezza che ho è che solo di persone come Leandro è impossibile dimenticarsene». In un periodo di difficoltà economica in cui versa il nostro paese, Falchi ha voluto dedicare un pensiero anche ai giovani, indipendentemente dal partito politico: «dobbiamo essere propositivi, fare una nuova rivoluzione che parta proprio dalle nuove generazioni, iniziando a remare insieme verso il bene per la nostra città». Questa è la filosofia della festa, un insieme di valori racchiuso nello slogan di questa edizione “Bella Ciao Varese” che, certamente, avrebbe condiviso con piacere il grande Leandro.













