COPIA DI Blitz di Maroni alle pipe da record Poi il ministro torna a casa in moto

COPIA DI Blitz di Maroni alle pipe da record Poi il ministro torna a casa in moto

VARESE Anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha voluto visitare questa mattina le trecento pipe d’eccellenza fanno bella mostra di sé a Villa Recalcati, e vengono tutte (o quasi) dalle mani precisissime degli artigiani varesini.
Il numero uno del Viminale ha fatto un “blitz” in mattinata per apprezzare una delle esibizioni più importanti in corso a Varese. Poi, dopo un confronto con il presidente della provincia Dario Galli e con il questore Marcello Cardona, ha ripreso la strada di casa in moto, tra gli scatti dei fotografi, le riprese delle telecamere e qualche saluto da parte dei varesini.

La pipa è un’eccellenza della terra bosina anche se i varesini pian piano hanno smesso di farne uso, e così un estimatore che in Provincia è di casa come Modesto Verderio, ex assessore e realizzatore di pipe, ha pensato di aprire al pubblico una esposizione dei pezzi migliori. Quelli che da ieri al 12 settembre tutti potranno vedere (la mostra si trova nei saloni al piano terra ed è aperta negli orari d’ufficio) valgono dai 30 ai 4mila euro e vanno dai 5 centimetri di lunghezza della più piccola pipa tascabile fino agli 8 metri e 20 centimetri della “Pincirò bislunga”, la pipa più lunga del mondo che è 100% made in Varese ed è vistosamente decorata con un sole delle Alpi color verde padano.
«L’abbiamo fatta noi – racconta Verderio, del Pipa Club Armellini – si chiama così perché è sottile come un acino d’uva ma funziona bene anche se è lunghissima». Ma ieri sera, all’inaugurazione, di pipe se ne sono viste d’ogni genere e per tutti i gusti. Tra le più particolari quelle create proprio da Verderio, più forse per estro artistico che per eccellenza tecnica.
C’e quella dedicata ai sacerdoti a forma di calice, quella a forma di labbra a rievocare il celebre divano di Dalì che curiosamente è una pipa che si fuma in due, quella fatta con un corno di mucca, un’altra con l’attacco delle corna di cervo (che «le perde tutti gli anni», assicura Verderio: nessun cervo ci ha “lasciato le penne” per trasformarsi in pipa), altre ancora “inglobate” in grosse conchiglie, altre con la forma di una donna.
«La pipa è un’eccellenza del territorio che merita di essere valorizzata e fatta conoscere», ha detto il vicepresidente della Provincia Gianfranco Bottini, «e non va guardata solo come strumento per fumare ma come un pezzo di artigianato». La mostra si chiuderà appena dopo l’evento “clou” per cui è stata pensata: la gara di lento fumo in programma domenica 11 settembre. «Dovevamo fare questa prova valida per il campionato nazionale – racconta Verderio – e abbiamo pensato di realizzare intorno una mostra con i pezzi più belli».
In più, per l’occasione è stata anche intitolata una sala della villa a Gianni Brera, riportando nella sede dell’ente proprio la sua collezione di pipe che già era stata acquistata dalla Provincia nel 2004 ma che finora era stata ospitata a Brebbia.

s.bartolini

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