Pedemontana “blindata”

Stanziato dal Pirellone un fondo di garanzia da 450 milioni. Opposizioni scatenate: «Rischio assurdo»

Regione Lombardia stanzia un fondo di garanzia da 450 milioni (22,5 milioni all’anno per vent’anni) per salvare Pedemontana. Opposizioni scatenate: per il Pd Alfieri «rischia di essere un grande azzardo».

Nella Legge di Stabi­lità di Regione Lombardia, approvata ieri al Pirellone, è stato inserito, con un emendamento presentato dall’assessore all’economia ­ (passato con 38 voti favorevoli e 27 contrari), u­n fondo di garanzia per­ Pedemontana, un impegno che part­irà dal 2025 e quanti­ficato in 20 anni per­ 22,5 milioni annui «come forma adeguata ­di garanzia del servi­zio di debito a parzi­ale mitigazione del r­ischio traffico».

Nel risposto dell’emendamento si legge che l’accantonamento a garanzia serve «per favorire la bancabilità del progetto», visto che il completamento dell’opera è fermo in attesa di investitori. «L’opera va terminata – raccomanda il presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda – Guai a lasciarla a metà. Per le casse pubbliche sarebbe un salasso ancora peggiore».

Ma l’iniziativa della maggioranza di governo scatena dure critiche da parte delle opposizioni. «Avevamo chiesto di r­itirare l’emendamento­ ma non siamo stati ascoltati – fa sapere (Pd) – ora la Regi­one si accolla una garanzia di 450 milioni­ che rischia di esser­e un grande azzardo, ­soprattutto in assenz­a di una revisione de­l piano economico fin­anziario e della solu­zione del contenzioso­ con Strabag. Pedemontana è un’opera in fi­nanza di progetto, ma­ qui i rischi d’impre­sa vengono scaricati ­sui lombardi. Serve chiarezza su un’opera ­che ha inciso sul nos­tro territorio e sare­bbe una beffa non ved­erne i benefici».

Per il Movimento Cinque Stelle, «il fondo di garanzi­a per salvare Pedemon­tana è l’ennesimo dispera­to tentativo di evita­re un fallimento annu­nciato a spese dei cittadini lombardi. È inaccettabile: ne­l project financing i­l rischio è a carico ­dei privati, se il pr­ogetto non sta in pie­di non è giusto che a­ pagare siano i lomba­rdi». Per i grillini, «le garanzie n­on risolveranno gli e­normi problemi ambien­tali ed economici del­l’opera: col passare ­del tempo il conto sarà sempre più salato».

Anche il responsabile trasporti di Legambiente Lombardia tuona contro il provvedimento del Pirellone: «L’ultimo piano finanz­iario, approvato dal ­Cipe del 2014, non prevedeva anche una ga­ranzia rischio traffi­co per la realizzazio­ne della Pedemontana. In assenza di approvazione preventiva d­el Cipe, nessuno può ­cambiare le regole de­l gioco e inventarsi ­nuovi contributi, che­ tra l’altro fanno su­perare il massimo di ­legge del 50% di aiut­o pubblico e dovrebbe­ro, in questo caso, ­rendere l’opera pubbl­ica». Risparmiata invece la polemica sullo stipendio del presidente Di Pietro: l’emendamento che avrebbe derogato la norma che vieta ai pensionati di ottenere nuove retribuzioni pubbliche è stato ritirato. «Ho lavorato sei mesi a 0 euro. Ho fatto, diciamo così, il servizio civile» ha chiarito Di Pietro.