Rivoluzione del lavoro «I giovani non lo cercano Ma se lo costruiscono»

Rivoluzione del lavoro
«I giovani non lo cercano
Ma se lo costruiscono»

I grandi cambiamenti nel modo di lavorare sono partiti ben prima della crisi economica che stiamo attraversando.

Il terzo millennio ha portato nuove idee, nuovi intrecci e nuove possibilità, ma anche nuove difficoltà. E la novità degli ultimi anni, sempre più diffusa ed efficace, si chiama coworking.

Ne ha parlato ieri sera a GlocalNews , giornalista del Corriere della Sera, insieme a dell’Università Cattolica, al sindaco del comune biellese di Veglio, e a di Cowo, una delle principali esperienze italiane di coworking.

«In questi anni c’è stata una rivoluzione passiva: dal cercare di farsi assumere si è passati a costruirsi il lavoro – dice Di Vico – Le nuove partite Iva ogni mese sono migliaia: segno che i giovani hanno capito che i canali tradizionali di ingresso nel lavoro sono intasati, quindi trovano modi alternativi per crearsi un futuro professionale». Questo porta inevitabilmente ad un cambio delle parole chiave del mondo del lavoro: tutela e rappresentanza, secondo Di Vico, «sono parole del ’900. Oggi per dare tutela a chi si è inventato un lavoro si deve pensare a dargli le possibilità di avere successo».

Le nuove professioni legate alla rete, dal web designer al giornalista free lance, negli ultimi anni stanno trovando anche in Italia nuovi spazi di lavoro, gli spazi di “coworking”.

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